Vendemmia, Brunello in ritardo di 20 giorni

Montalcino immersa nei vignetiL’estate “delle piogge” in alcuni vigneti, ma non in tutti, ha alzato il tasso di ansia dei viticoltori di Montalcino nei confronti di un’annata che a primavera sembrava avere tutte le carte, meteorologiche, in regola per arrivare alla vendemmia in condizioni straordinarie. Se in alcuni casi piogge, umidità e malattie della vite hanno portato al calo della produzione, quindi alla riduzione quantitativa, di vino biologico e non solo, per altri i problemi sono stati “arginati dalle mani dell’uomo”. “Il biologico è un modo di condurre le vigne in cui - spiega Giuliano Dragoni, agronomo Col d’Orcia -l’opera dell’uomo può fare la differenza, molto di più di quanto non avvenga con il metodo convenzionale”. Se le troppe precipitazioni, ovvero le lunghe ore di bagnatura fogliare, l’eccessiva umidità dei suoli, l’incessante sviluppo vegetativo e l’anomala compattezza dei grappoli, che ha portato, la Montalcinonews lo ha scritto a luglio, al fenomeno del gigantismo, hanno portato a ridurre il livello di rese quantitative, ora i produttori di vino biologico, e non solo, auspicano il bel tempo. Per la qualità della vendemmia 2014, infatti, qualche pioggia nel mese di settembre non sarà di disturbo, ma a complicare tutto potrebbero essere le piogge abbondanti e il pericolo di basse temperature diurne (circa 15° centigradi). Sul fronte dello stato di salute Francesco Cantini, Piombaia, dice che “l’uva sta bene, a livello fitosanitario è in buona salute ma, rispetto alle annate precedenti, la maturazione è indietro di 15-20 giorni. Sta finendo ora la fase di invaiatura che, normalmente, termina i primi di agosto. Grazie al metodo della biodinamica, con cui lavoriamo da quattro anni, nonostante tutte le piogge, non abbiamo avuto attacchi significativi”.
È già le piogge, tanta acqua, un numero impressionante di precipitazioni, proprio quelle precipitazioni che i metereologi,  fino allo scorso anno, nelle estati del gran caldo diffuso delle recenti annate (due anni fa si contarono in estate ben 7 anticicloni battezzati con nomi altisonanti come Hannibal o Caronte), dicevano che non sarebbero più arrivate. Fino ad allora, il “mantra” era la desertificazione, l’assenza di acqua che i maestri del meteo profetizzavano come una situazione di non ritorno. Ma la natura, come sempre, ha sconfessato gli apprendisti stregoni e i vignaioli, da sempre abituati al contatto diretto con la terra e le intemperie meteorologiche, si sono “attrezzati” per affrontare anche gli effetti potenzialmente deleteri delle piogge eccessive. “La nostra vigna, a conduzione tradizionale, senza eccessi nei trattamenti, non ha risentito delle piogge - dice Gianni Bernazzi, Bellaria, che spiega - i grappoli di Brunello non hanno subito l’effetto del gigantismo grazie alla coltura della non lavorazione delle vigne, in altre parole il fatto di aver inerbito il vigneto ha permesso alla pioggia di scorrere velocemente in superficie penetrando il meno possibile nel terreno”.
Schietto e senza mezzi termini è Maurizio Marmugi, agronomo Banfi, che dice: “ci sono stati seri problemi a causa delle piogge, se il tempo non volge al meglio ci sono tutte le premesse per una tragedia, speriamo che non accada”. Cosa devono augurarsi i vignaioli di Montalcino? “ Che la stagione continui come in questi ultimi giorni, con vento e sole, che consentono di asciugare l’uva, perché - continua Marmugi - se ricominciasse a piovere potrebbero venire fuori problemi seri. In questi giorni abbiamo vendemmiato i bianchi riscontrando una buona qualità ma per arrivare a cogliere il Brunello c’è ancora un mese e per un’ottima qualità serve il bel tempo di settembre, caldo di giorno, fresco di notte e buona ventilazione”.
Nonostante i viticoltori siano intervenuti gestendo al meglio la difesa dei vigneti, ad oggi le previsioni sono in chiaro scuro, per alcuni, invece, la partita è tutta da giocare: “al momento è presto parlare di qualità - dice Elia Loia, Palazzo - l’uva non è eccezionale, ma il sole sta migliorando la situazione. Siamo un’azienda biodinamica che è intervenuta in modo drastico, arrivando a dimezzare la quantità. Nonostante questo non credo che sarà un’annata al top, ma ancora dobbiamo aspettare perché da qui, alla fine di settembre, può succedere di tutto: da avere una buona qualità fino al decidere di non fare il Brunello”. Biologici in conversione da quest’anno, sono i vigneti della tenuta di Montalcino del gruppo Allegrini, su cui Nicola Biasi, enologo di San Polo, chiosa: “il tempo ci sta mettendo alla prova. Le uve - spiega Biasi - sono sane ed è stato fondamentale, in questa annata, il lavoro manuale ovvero non tanto i trattamenti antiparassitari, quanto, la selezione del germoglio, la gestione della chioma e i diradamenti. L’altitudine e l’esposizione dei vigneti sono stati altrettanto fondamentali proprio grazie al fatto che hanno assicurato una costante ventilazione ai vigneti che ha permesso di arrivare ad oggi con uva in buon stato fitosanitario”. Per Paolo Bianchini, Ciacci Piccolomini, le prossime settimane saranno il tempo cairologico delle sue vigne: “in questo momento stiamo defogliando, ci sono vigne più avanti nella maturazione ed altre che sono in ritardo. Le attese sono tutte rivolte alle prossime due settimane, nulla è compromesso ma tutto è da vedere”.
Per la cantina Beatesca, parlano l’enologo Roberto Cipresso e l’agronomo Simone Rossi: “fino al mese di agosto, l’annata climatica è stata piuttosto difficile, per il susseguirsi di frequenti e abbondanti precipitazioni piovose, sia nella stagione primaverile, sia in quella estiva – fino alla fine del mese di luglio - e per il protrarsi di temperature atmosferiche inferiori alle medie del periodo. Una grande cura nella gestione delle pareti vegetali - sia per ciò che riguarda la difesa anticrittogamica, sia per quel che concerne la selezione dei germogli, l’esecuzione delle sfogliature e dei diradamenti, l’attuazione degli interventi di cimatura - ha permesso comunque di salvaguardare il buono stato sanitario delle uve. Possiamo quindi ancora attenderci una vendemmia di qualità elevata, purché il mese di settembre sia sufficientemente soleggiato e ventilato”.

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