Taxi, mondo del vino: “sì, servono”

Una splendida veduta aerea di MontalcinoMa i taxi a Montalcino servono davvero? La risposta che ci arriva dal mondo del vino e dal settore dell’accoglienza, e quindi dalla parte fondamentale dell’economia cittadina, è affermativa. Dopo le segnalazioni dei giorni scorsi, abbiamo deciso di continuare a parlarne. In realtà lo facciamo da molti anni perché l’esigenza di questo servizio viene più volte riportata a galla soprattutto nei mesi di maggiore affluenza turistica. E i visitatori, lo dicono i numeri, sono in aumento, con il fenomeno della “destagionalizzazione” che si sta lentamente trasformando. Ovviamente a gennaio, ad esempio, di turisti in giro ce ne sono pochini. Ma i mesi di marzo e aprile hanno avuto una grande crescita e se il trend si confermerà probabilmente la stagione degli arrivi è destinata ad allungarsi. Gli ultimi dati a disposizione, riferiti al 2018, parlano di oltre 66.000 turisti che hanno soggiornato negli esercizi ricettivi di Montalcino (+22% rispetto al 2017). 156.000 le presenze, ovvero il numero di notti trascorse (+25,8%), e una permanenza media che è passata da 2,29 a 2,39 notti.

Il territorio di Montalcino è privo di collegamenti comodi, oppure non esistono proprio: basti pensare che per andare in Valdichiana non ci sono bus. Ed ora che è anche attiva una coppia di Frecciarossa dalla stazione di Chiusi ci sarebbe una ragione in più per sbloccare gli spostamenti in quella zona. A Montalcino c’è la “strada più costosa” d’Italia ma non c’è un taxi a disposizione. E lo stesso dicasi per tutta la Valdorcia. Montepulciano, altro territorio vasto e che ha visto impennare i numeri del turismo, ha recentemente pubblicato un bando per l’assegnazione di 5 licenze taxi.

A Montalcino sono attivi alcuni Ncc (non sappiamo quanti, non abbiamo trovato informazioni sul sito del Comune) ma il loro numero, specialmente in un certo periodo, probabilmente non è sufficiente. Tra l’altro lavorano benissimo, leggendo le recensioni sul web se ne trovano più di una interessante. Ma anche loro servirebbero in numero maggiore, come avremo modo di approfondire successivamente. I taxi comunque sono un’altra cosa e darebbero una grande mano per completare l’offerta. Abbiamo contattato alcune aziende importanti del territorio e persone che sono nel giro del settore della ristorazione e dell’accoglienza per fare una piccola indagine e rispondere alla domanda: “serve il taxi a Montalcino”? Ecco alcune opinioni che abbiamo raccolto.

Fabio Tasssi (imprenditore): “sì, c’è bisogno del taxi a Montalcino. A volte i clienti si devono fare accompagnare anche per andare al ristorante. E poi Montalcino non è un paese in cui ci si muove bene, le aziende non sanno come organizzarsi per dare un servizio di mobilità a un turista. Gli Ncc non bastano, il taxi sarebbe un servizio utile”.

Enrico Viglierchio (direttore generale Banfi): “sicuramente la presenza dei taxi non farebbe male. A Montalcino ci si può muovere solo con gli Ncc, servizi organizzati o con i mezzi propri. Molte volte capita che le persone vorrebbero muoversi per andare in un certo posto e un taxi sarebbe sicuramente a loro utile. E c’è pure chi non ha voglia di spostarsi con il proprio mezzo personale preferendo una soluzione alternativa. Dico che serve ma sono anche consapevole che per tanti mesi il lavoro a un taxista non mancherebbe ma per la bassa stagione la richiesta di taxi è quasi a zero. L’ideale sarebbe avere a disposizione un servizio stagionale”.

Andrea Machetti (ad Mastrojanni): “dico che bisogna prima vedere la mentalità di questo territorio e capire se è pronto. Ricordo che anni fa venne installata la navetta che dalla zona della Pineta ti portava in centro ma non funzionò. Del taxi ci sarebbe la necessità, non dico di no, i turisti arrivano e poi a volte non hanno voglia di guidare. Ecco, preferirei dire che “potrebbe” essere utile lasciando il punto interrogativo sulla questione…”

Giacomo Neri (proprietario Casanova di Neri): “se il taxi servirebbe a Montalcino? Assolutamente sì. Sia per i turisti ma anche per noi che viviamo sul territorio. Lo ritengo uno strumento di grande utilità anche semplicemente per andare a cena, ad esempio, a Sant’Angelo. Il taxi sarebbe utile per strutture, agriturismi, relais e pure per i montalcinesi”.

Azzurra Casini (direttrice comunicazione Rosewood Castiglion del Bosco): “Come azienda pensiamo che servirebbe un incremento degli Ncc piuttosto che l’introduzione dei taxi. Questo per la tipologia di turismo che privilegia la visita alle varie cantine e luoghi che si trovano anche fuori dal nostro territorio”.

Carlo Alberto Bindi (La Romita, Montisi): “abbiamo un agriturismo da 35 anni. Capita che i nostri ospiti quando sono qui ci chiedano un taxi per raggiungere le stazioni del treno, oppure lo scrivono anche nella mail di prenotazione. Certo, Montalcino è distante da Montisi anche se facciamo parte del Comune. I mezzi di collegamento non ci sono, prendiamo come riferimento territoriale la Valdichiana visto che in pochi chilometri si raggiunge l’autostrada. Sì, il taxi servirebbe ma andrebbe trovata una soluzione giusta”.

Parlando di Ncc abbiamo invece contattato Giorgio Dell’Artino, presidente di Azione Ncc, associazione nata per tutelare l’immagine e il lavoro della categoria. Meno di un anno fa aveva denunciato il fenomeno degli autisti abusivi. Allora, oltre ai taxi, avere più licenze per gli Ncc potrebbe essere una soluzione anche per eliminare questi casi? “Sicuramente aumentare il numero delle autorizzazioni aiuterebbe non poco. Sappiamo che gli hotel spesso hanno chiamato gli Ncc ma questi erano tutti occupati a fare il servizio. Ma allo stesso tempo servono più controlli che al momento non vediamo. Gli autisti abusivi secondo noi sono aumentati a Montalcino e presto un nostro legale incontrerà il Comune per spiegare le nostre ragioni. Serve un maggiore contrasto sull’abusivismo e questo anche per aumentare la sicurezza dei passeggeri”.

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