Turismo, vince la squadra: i casi Valdichiana e Montalcino

La Valdichiana Senese premiata come destinazione di eccellenza da Mibact ed EnitPoteva essere un’opportunità anche per Montalcino? In questi giorni è stato dedicato molto spazio nei giornali e nei mezzi di comunicazione alla notizia che la Valdichiana senese sia stata selezionata tra le mete eccellenti del wellness italiano. Scelta da Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) e dal Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) per far parte della rete Eden (European Destinations of Excellence Network), la più grande al mondo nel settore del turismo sostenibile. Ieri si è tenuta la presentazione a Roma. E proprio per il progetto Eden, la Valdichiana è stata scelta come prima destinazione in Italia. E adesso potrebbero aprirsi prospettive importanti per l’economia e il turismo. Perché, come ha sottolineato il Mibact, “il processo di selezione delle destinazioni turistiche di eccellenza nel campo del turismo del benessere genererà un circuito virtuoso con effetti moltiplicatori connessi ad un incremento dei flussi turistici”. Oltre alla vincente, che abbiamo detto essere la Valdichiana Senese attraverso la candidatura della Strada del vino nobile di Montepulciano e dei sapori della Valdichiana Senese (che comprende 9 Comuni: Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena e Trequanda) ci sono 4 classificate tra cui Manciano, in provincia di Grosseto.

“Un’iniziativa importante nel solco del percorso che stiamo portando avanti come Mibact - ha detto la sottosegretaria del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo Lorenza Bonaccorsi - legato alla valorizzazione dei territori, alla promozione di un turismo lento e in grado di aiutare a diffondere i flussi su tutto il territorio nazionale, mantenendo un’elevata qualità dell’offerta. Il Progetto Eden è l’esempio del livello di qualità diffusa raggiunto dal turismo italiano e in particolare parliamo dei piccoli centri, i borghi d’Italia, che sempre più puntano sulle esperienze del benessere, sulle attività all’aperto e sull’enogastronomia”.

“Questo progetto ha sviluppato la voglia di molte località anche minori di mettersi in gioco nel mondo del turismo - ha sottolineato Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo Enit -, consentendo di mostrare quello che si ha e di delineare i progetti futuri. Il turismo è bellezza ed anche economia: svilupparlo nei centri minori serve anche a contrastare lo spopolamento e a creare occasioni soprattutto per i giovani. Il progetto crea nuovi flussi turistici e consente di sviluppare le peculiarità di ogni territorio, spingendo ogni dimensione locale a valorizzare le proprie tradizioni mettendole a sistema”.

Le aspettative sono alte e i presupposti ci sono tutti per fare bene. D’altronde il wellnes è un settore in forte crescita all’interno del turismo ed essere in prima linea, con i riconoscimenti del caso, potrà portare dei benefici alla Valdichiana. Montalcino non c’è, non si è nemmeno candidata. Perché? Non la considerava come una possibilità? Eppure ci sarebbero tutti i presupposti per essere attrattivi anche nel comparto del benessere, del turismo sostenibile e ambientale. Non a caso il Comune sembra puntare su un turismo “slow”. Le potenzialità, dunque, non mancano affatto. Quello che però forse è assente, anche a livello di Valdorcia, sono le azioni di squadra, fare sistema per vincere le sfide del futuro. Crederci. La Valdichiana è stata nominata, per il 2021, Comunità Europea dello Sport, altro comparto, quello sportivo, in cui l’area sta spingendo molto. Montalcino non ha impianti sportivi all’avanguardia ed ha visto pure lo stop doloroso, per il 2020, della Granfondo. Prima Chianciano Terme, e adesso Chiusi, sono state nominate “European Town of Sport” e nel comune termale si sono viste manifestazioni di livello. Ovviamente non tutto è sempre un successo scontato, così come ogni evento non è imperdibile, ci mancherebbe. Però questa vivacità, questo dinamismo che si vede a pochi chilometri di distanza da noi, in certe cose, a volte, servirebbe anche qui. Perché non si può vivere solo di vino.

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