Quarto convegno di Montalcino Bio

Data:
14 febbraio 2020
Locale:
Col d'Orcia
Indirizzo:
Montalcino, Italia

Quarto appuntamento del ciclo di convegni “Terra, Ambiente e Agricoltura a Montalcino”, iniziativa del comitato Montalcino Bio in collaborazione con l’Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia di Siena, Vitenova e Scuola Permanente dell’Abitare sotto il patrocinio del Comune di Montalcino. Il 14 febbraio l’azienda Col d’Orcia ospiterà un convegno intitolato “Capire il clima e la difesa biologica”.

Il cambiamento climatico in atto è ormai incontrovertibile, considerando il fatto che ciascuno degli ultimi tre decenni è stato successivamente più caldo. Ma il cambiamento non riguarda soltanto l’aumento delle temperature, ma anche la diversa disponibilità idrica e l’aumento costante della CO2 atmosferica, oltre più frequenti ed intensi fenomeni estremi. Naturalmente questi cambiamenti hanno delle conseguenze anche sull’agricoltura. Con questo convegno si offre un approfondimento sui diversi tipi di coltivazione, sulle scelte varietali e sulle difese fitosanitarie che possono essere eseguiti nel vigneto per mantenerlo in salute. Per finire offriremo un focus sull’apicoltura in vigna, perché possa essere sia un sistema di bio-monitoraggio, ma anche un modo per riequilibrare l’ambiente dei vigneti e dei dintorni circostanti.

La partecipazione agli incontri prevede il riconoscimento di CFP per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali. A seguire tavola rotonda come confronto tra api-viticoltori con testimonianze aziendali sull’apicoltura in vigna con Giuliano Dragoni, Agronomo di Col d’Orcia e Alessandro Riccò, Agronomo di Podere Le Ripi, moderato da Stefano Amadei.

Il programma nel dettaglio:

Ore 08.30   Registrazione partecipanti per iscrizioni

Ore 09.00   Breve introduzione alla giornata;

Ore 09.10   Filippo Giorgi, ICPT (International Center for Theoretical Physics):
Il clima sta cambiando: Evidenze scientifiche, rischi e opportunita’ di mitigazione
- in videoconferenza

Ore 9:50    Paolo Storchi, Crea (Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia), Arezzo:
Applicazioni dei dati meteoclimatici e cambiamento climatico

Ore 10:30   Stefano Amadeo, Agronomo Vitenova:
Approcci per una difesa biologica a basso impatto

Ore 11:00   Pausa caffè

Ore 11.10   Gabriele Di Gaspero, Istituto di Genomica Applicata (Ud):
L’Impiego delle varietà resistenti

Ore 11:45   Giacomo Nunin, enologo:
Presentazione Tesi Laurea: “Influenza di diversi formulati a base di zolfo e del caolino su fitofagi della vite e loro nemici naturali”

12:15        Mariagrazia De Belli:
Presentazione del progetto “Enobee – Api in Vigna”

A seguire tavola rotonda con testimonianze aziendali sull’apicoltura in vigna con Giuliano Dragoni, Agronomo di Col d’Orcia e Alessandro Riccò, Agronomo di Podere Le Ripi, moderato da Stefano Amadeo

Ore 13:00    Dibattito

Ore 13.30    Light lunch. Degustazione di vini e prodotti tipici*

*La partecipazione al convegno è gratuita. Si chiede un contributo di € 12 per partecipare al light lunch, da pagare direttamente al momento dell’iscrizione al convegno.

I relatori

Filippo Giorgi, responsabile della Sezione di Fisica della Terra presso l’ICPT (International Center for Theoretical Physics):

Filippo Giorgi è laureato in Fisica nell’Universita’ degli Studi dell’Aquila nel 1982 ed ha ottenuto un Doctor in Philosophy in Scienze dell’ Atmosfera nella School of Geophysical Sciences del Georgia Institute of Technology nel 1986.
E’ stato per due anni ricercatore nel National Center for Atmosferic Research (NCAR) in Colorado, uno dei principali centri di ricerca internazionali sul clima. Nel 1998 si trasferisce al Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), a Trieste, dove e’ il responsabile della Sezione di Fisica della Terra.
Giorgi e’ un esperto a livello internazionale di modellistica climatica, cambiamenti climatici ed i loro effetti sul pianeta, interazioni fra clima e biosfera ed interazioni fra clima e qualità dell’aria. E’ autore di oltre 330 articoli in riviste scientifiche internazionali ed e’ inserito nella lista degli autori scientifici piu’ citati nel campo delle scienze geofisiche. Ha contribuito alla stesura dei rapporti sui cambiamenti climatici redatti dal Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) fin dagli anni novanta.
Dal 2002 al 2008 e’ stato vice-direttore del Gruppo di Lavoro I dell’IPCC che, nel 2007, ha vinto ex-equo con al Gore, il premio Nobel per la pace.
Giorgi fa parte di molti comitati scientifici internazionali e, fra i suoi riconoscimenti, annovera la medaglia Alexander von Humboldt della European Geosciences Union (EGU) ottenuta nel 2018 in riconoscimento della sua eccellenza scientifica e del suo contributo al progresso scientifico nei paesi in via di sviluppo.
Nel 2018 ha pubblicato un libro divulgativo sui cambiamenti climatici edito dalla FrancoAngeli dal titolo l’uomo e la Farfalla. Sei Domande su cui Riflettre per Comprendere i Cambiamenti Climatici”.

Paolo Storchi, Crea - Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia, Arezzo:

Laureato in Sienze Agrarie, dal 1988 lavora come Ricercatore presso il Centro di ricerca
Viticoltura ed Enologia del CREA, del quale è stato per oltre 10 anni Direttore dell’Unità di ricerca per la Viticoltura di Arezzo.
Dal 2003 fa parte del gruppo di esperti per i programmi di ricerca del Ministero dell’Agricoltura.
Nella propria carriera lavorativa si è occupato di sperimentazioni nel campo del recupero e
valorizzazione del germoplasma, della tecnica colturale, di viticoltura di precisione e dei rapporti pianta/ambiente. Ha partecipato a progetti di ricerca nazionali ed internazionali ed attualmente è coordinatore del progetto EU-LIFE “Green Grapes” e responsabile del Progetto Mipaft “Agridigit – Viticoltura”.
Dal 1997 è Accademico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dal 2008 è
Accademico dei Georgofili. E’ inoltre membro dell’Internationa Society for Horticultural Science e della Società italiana di Ortoflorofrutticoltura.
E’ Autore di oltre 270 lavori editi, a carattere scientifico e tecnico ed è stato docente in Corsi
di Laurea e master presso le Università di Firenze, Siena e Teramo.

Stefano Amadeo, Agronomo Vitenova:

Proveniente da una famiglia di agronomi e naturalisti da più generazioni si è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Udine.
Ha collaborato con numerose aziende agricole del Friuli Venezia Giulia fino a diventare, nel 2007, il Direttore agronomico di una delle più importanti aziende vitivinicole italiane, con vigneti in Italia e all’estero. Grazie a questo ruolo, ricoperto per 10 anni, ha potuto confrontarsi con la coltivazione della vite in tutte le sue fasi, sia da punto di vista tecnico-scientifico, che operativo, oltre che poter visitare e studiare altri terroir viticoli internazionali.
La forte volontà di continuare ampliare gli orizzonti della sua attività agronomica lo ha portato nel 2017 a unire il suo percorso con quello del collega Stefano Zaninotti insieme a Vitenova.
Da anni effettua attività di docenza e coaching per aziende agricole e tecnici in collaborazione con diversi enti italiani su temi legati alla viticoltura sostenibile e a basso impatto. In questi anni si è occupato in particolare delle tematiche riguardanti le alternative al diserbo chimico,
l’inerbimento, la gestione biologica ed integrata dei fitofagi e delle fitopatie, lo studio e il miglioramento della fertilità biologica dei terreni e della biodiversità botanico-entomologica, oltre che di gestione agronomica aziendale e delle tecniche di potatura conservativa.

Gabriele Di Gaspero, Istituto di Genomica Applicata (Ud):

Gabriele Di Gaspero è ricercatore presso l’Istituto di Genomica Applicata, un centro di sequenziamento e di analisi dei genomi delle piante coltivate. E’ autore di circa 50 articoli riguardanti il miglioramento genetico della vite, l’identificazione e la caratterizzazione di geni di resistenza ai patogeni, la messa a punto e l’utilizzo di marcatori molecolari per facilitare la selezione di nuove varietà di vite. Fino al 2015 è stato ricercatore presso l’Università di Udine partecipando alla costituzione di 10 vitigni resistenti a malattie fungine che sono entrate nel registro nazionale delle varietà.

Giacomo Nunin, enologo: 

Giacomo Nunin nasce a Palmanova il 4 marzo 1994 e risiede a Viscone, un piccolo paese in provincia di Udine. Affascinato sin da piccolo dalla natura e dalla viticoltura, si iscrive prima all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale del Friuli, dove si diplomerà come Enotecnico nel 2014, e successivamente al corso di Laurea Triennale in Enologia e Viticoltura all’Università di Udine.
Consegue la Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie presso la medesima sede universitaria nel dicembre 2019. Durante il suo percorso di studi matura alcune esperienze in cantina, sia su suolo nazionale che estero, e diversi tirocini in vigneto, dove ha la possibilità di mettere in pratica le nozioni di gestione fitosanitaria acquisite. Consulente viticolo libero professionista dal 2018, opera come tecnico di Lotta Guidata presso il Consorzio Tutela Vini Collio e il Consorzio delle DOC F.V.G. Dal 2018 al 2019 partecipa come tecnico al progetto Interreg Agrotur II, occupandosi di monitoraggio delle avversità della vite nei vigneti del Carso transfrontaliero. Dal 2019 collabora con la società di consulenza agronomica Vitenova a progetti sia italiani, sia esteri.

Mariagrazia De Belli e il Progetto “Enobee”:

Il Progetto Enobee: consta in una serie di accorgimenti in viticoltura che permettono una reale compatibilità con le api allevate. Il progetto nasce un paio d’anni fa da un’intuizione di Mariagrazia e della sua collaboratrice Anna. Hanno iniziato con 5 arnie di monitoraggio di proprietà della sua società, inserendole in modo strategico nelle loro colline. Su di esse hanno verificato vari parametri come moria e residuali di principi attivi fitosanitari e non solo. I risultati sono stati molto incoraggianti. Oggi ne hanno posizionate 65 con 20 aziende viticole aderenti e si preparano ad ampliare il numero nella stagione prossima; alcuni viticoltori sono diventati proprietari delle arnie e, oltre a vendere il proprio vino offrono il miele che ne deriva. Eno-Bee non è solamente un sistema di biomonitoraggio, si propone con l’intento di riequilibrare un ambiente. Nel Giugno scorso, grazie all’acquisto di n 03 bilance Melixa hanno implementato il sistema di monitoraggio. Il futuro: riuscire a produrre “il miele del bosco: la melata”.






dati a cura di 3BMeteo

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