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1 Febbraio 2012 Montalcino, e il Brunello, sotto la neve
Nelle piazze e nelle vie incontri i più coraggiosi - c’è addirittura l’obbligo di catene per le auto nel centro storico - le scuole sono chiuse e i bambini sono a casa, uffici e negozi hanno personale ridotto, l’elettricità va a intermittenza e ancora non arrivano neppure i giornali: ecco la fotografia da Montalcino, che oggi si è svegliata sotto la neve, un’immagine invernale a cui gli abitanti hanno ormai fatto l’abitudine. Dentro le storiche mura in città, e fuori in campagna, le strade sono piene di neve fresca e alta e ovunque regna il silenzio. Ma la neve non porta solo disagi e disservizi: quando la bufera si calma, sembra di tornare “ai vecchi tempi”, con le piazze e le strade libere dalle macchine e i più giovani che fremono per uscire e non perdersi lo spettacolo di avere tutta Montalcino a loro disposizione, come fosse un grande parco giochi. E lo spettacolo è uno strepitoso paesaggio bianco: le vigne del Brunello tutte innevate. Dice il detto dei vignaioli: “sott’acqua fame, e sotto neve pane”, perché, di questi tempi, la neve non comporta problemi, anzi, visto la siccità che per ora c’è stata, non fa altro che bene. E’ acqua che non si perde (come, invece, accade con un acquazzone improvviso) ma va gradualmente nel terreno. La vite poi è un “osso duro” e se anche dovesse venire una forte gelata, come dicono, non ci dovrebbero essere problemi, come può accadere, invece, alle piante da frutto e all’ulivo, l’altra pianta che, nella campagna innevata, rende unico lo spettacolo.
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