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24 Febbraio 2012 Moscadello da letterati
Già nel 1540 lo scrittore Pietro Aretino ringraziava un amico per il dono di un “caratello di prezioso, delicato Moscadello”. Più tardi, nel 1685, Francesco Redi nel suo “Bacco in Toscana” ne decantava le lodi, scrivendo “Del leggiadretto, del sì divino Moscadelletto di Montalcino”. Poi fu Ugo Foscolo che, nell’Ottocento, traeva conforto nelle sue fatiche letterarie da un buon bicchiere di Moscadello. Il vino storico di Montalcino (famoso anche per i suoi “fiaschetti”), dopo secoli di fama seguiti da un lungo periodo di oblio, sta oggi tornando a nuovi fasti, anche grazie alle lungimiranza di intelligenti aziende che su esso scommettono e investono.
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