categoria: Storia & Attualità - 12 Aprile 2012

Canapino, il destino nel nome

Leonardo Viti, Canapino II“Il mì nonno faceva il barrocciaio, e lo chiamavano Canapo perchè portava sempre con se un canapo, il mì babbo faceva il barrocciaio anche lui ma era più piccino e allora lo chiamavano Canapino”. Questo è il racconto che Canapino II, al secolo Leonardo Viti, uno dei fantini del Palio più famosi, fa della sua famiglia, legata indissolubilmente al mondo equino. È Assunta Viti, cugina del grande fantino,  che racconta la storia della famiglia, originaria di Montalcino, e le gesta dell’uomo, Leonardo e del fantino, Canapino II. “Era un uomo dal cuore d’oro - dice Assunta - ma quando era in pista si trasformava: era un fantino all’antica, dalla grande preparazione atletica e dal forte senso degli “affari”: infatti,
conoscendo profondamente il mondo delle corse e soprattutto le dinamiche del Palio, sapeva contrattare e farsi valere in Piazza”. Esordisce, all’età di diciotto anni, il 2 luglio del 1960 con il giubbino della Chiocciola e subito mostra il suo carattere vincente. La sua carriera conta ben 46 Palii corsi in tredici Contrade, con tre vittorie da incorniciare, senza dubbio poche per i meriti che tutti gli amanti del Palio gli attribuiscono da sempre.

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