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Uomini & Terra
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9 Luglio 2013 Troppa burocrazia e le eccellenze simbolo d’Italia prendono il volo
Sono molti ormai i marchi d’eccellenza del Made in Italy che sono “passati” in mano ai grandi colossi stranieri, per lo più francesi: è un trend che nel Belpaese è in atto già da qualche tempo ed una delle motivazioni, oltre alla probabile mancanza di capitali, sembra essere la smisurata burocrazia, molto più “snella” nel resto del mondo, che rende macchinosa e complessa la gestione degli investimenti. A confermare questo fatto è Riccardo Illy - presidente operativo del Gruppo Illy che comprende, oltre alla Illycaffè di Trieste, il the Dammann di Parigi, il cioccolato Domori ed una partecipazione minoritaria in Agrimontana specializzata in marrons glaces, mamellate e frutta candita, e che, nella patria del Brunello, è proprietario della nota cantina Mastrojanni - che, in un’intervista rilasciata a La Stampa dichiara: “con il nostro gruppo siamo presenti in molti paesi e posso dire che non esiste in nessun altro posto una burocrazia come la nostra. A Montalcino, per impiantare una nuova vigna di Brunello, abbiamo dovuto fare una prova sismologica. Risultato: abbiamo perso una stagione per verificare quanti danni avrebbe fatto il crollo delle viti in seguito a un terremoto”.
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