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9 Ottobre 2013 Rock e vino: Gianna Nannini ricorda l’amico Brunelli
“Il sapore del vino fa parte della vita come il respiro, mi fa cantare l’anima”. Così Gianna Nannini, la regina del rock italiano, ricorda un passaggio di una sua poesia dedicata a Gianni Brunelli, produttore a Montalcino di Brunello - e sostenitore accanito di questa terra che, definiva generosa e sosteneva dare buoni frutti - ma anche oste in quel di Siena e amico della cantante, scomparso qualche anno fa.
L’occasione per ricordare l’amico d’infanzia è stata la sua visita a Roma per il suo ingresso nel circuito “Vino Libero” lanciato dal patron di Eataly Oscar Farinetti con il suo “Innno”, che produce nel chianti. Proprio così, la Nannini non è solo musica e rock, l’anima della cantante è anche la passione per fare vino. Dal 2000, la “Gianna nazionale” ha ripreso un terreno di famiglia abbandonato e lo ha trasformato, in una vigna-gioiello dove la chimica è bandita. Qui a due passi da Siena, produce “Innno”, un vino dedicato al nonno Guido.
“Fare parte di questo “disciplinare” per me è un modo di rivoluzionare il mondo del vino e dell’Italia, perché come si fa il vino, e lo facciamo bene, bisogna fare - ha spiegato la Nannini a WineNews, uno dei siti d’Italia più cliccati dagli amanti del buon bere - con la musica. Quello che manca nella cultura italiana, quando si fanno i dischi è la convinzione che ogni cantante debba trovare la sua identità: Invece, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, c’è stata tanta importazione di musica straniera, è si sono create più che altro copie. Nel vino invece si crede nella propria terra, è appartenenza, e nella musica deve essere la stessa cosa. E il Sangiovese assomiglia al mio sangue, l’ho respirato da piccina, mi è entrato ossigeno e vino”.
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