categoria: Cultura & Paesaggi - 27 Dicembre 2013

Montalcino d’altri tempi: Capodanno nella memoria

Da sempre, a Montalcino, come in tutto il resto del mondo, la notte di Capodanno è un momento per stare insieme e fare baldoria. Anche in passato, come raccontano, oggi alla Montalcinonews, i “nonni” della città del Brunello, c’erano diverse mode e tradizioni per attendere l’arrivo del nuovo anno. Come accade anche nel XXI secolo, c’era chi preferiva situazioni più semplici, intime e familiari e chi prediligeva, invece, contesti più sgargianti, sfarzosi e appariscenti. In campagna, per esempio, ci si riuniva con amici e parenti nei casolari e, intorno al fuoco, si mangiavano piatti poveri della tradizione di Montalcino (pollo in scottiglia e fagioli all’uccelletta) in attesa dello scoccare della Mezzanotte. In città, invece, le cose erano un po’ diverse. Già negli anni 50, il Teatro degli Astrusi, apriva le proprie porte per veglioni e feste di gala. Sontuosi abiti da sera, lustrini e paillettes facevano da cornice ad una cena meno tradizionale che prevedeva, come piatto forte, tortellini al ragù, e all’orchestra che accompagnava il consueto conto alla rovescia che traghettava, la Montalcino di un tempo, verso il nuovo anno con tutte le speranze, i desideri, i sogni e i progetti dei suoi abitanti.

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