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Storia & Attualità
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9 Gennaio 2014 Montalcino bene rifugio? La conferma di Assoenologi
Passaggio mozzafiato, produzione ad alto valore aggiunto e vino come “forma estetica” portano l’agricoltura ad essere uno dei pochi settori, in tempo di crisi, in controtendenza. Questi i requisiti che fanno della terra e della vite un bene rifugio, attrattore di investimenti. E Montalcino rappresenta uno dei territori in Italia con maggiori acquisizioni. A confermare questa tendenza uno studio condotto, negli ultimi mesi del 2013, da Assoenologi, l’organizzazione nazionale di categoria che raggruppa e rappresenta i tecnici del settore vitivinicolo. I dati rivelano che, in rapporto al 2009, quando la crisi ha iniziato a far vedere i suoi effetti, per i territori delle denominazioni italiane più rinomate, come il Brunello, il borsino per vini e listini rimane positivo. A Montalcino, acquistare un ettaro del blasonato Sangiovese, infatti, costa tra i 400 ed i 500.000 euro oggi come nel 2009. Dato, questo, che fa riflettere su quanto la produzione di Brunello, per Montalcino, sia un punto di forza imprescindibile ma anche motivo in più per sostenere ed incentivare, attraverso una comunicazione ad hoc, un territorio che per storia, cultura e ottimo vino ha un patrimonio ricco ed importante da difendere.
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