categoria: Storia & Attualità - 24 Febbraio 2014

Montalcino e la vite: la storia che segna il futuro

“Lo studio della storia è imprescindibile per comprendere e affrontare nelle sue problematiche il presente - spiega il professor Alfio Cortonesi, docente dell’Università della Tuscia - e non è neppure da spiegare come Montalcino rappresenti il luogo simbolo del legame con la terra, l’agricoltura, la coltivazione della vite e la produzione di vino”. Ed è proprio a Montalcino, un territorio impervio, isolato ma dalle risorse smisurate, che, da sempre, si sono sviluppate personalità capaci, idee brillanti, che hanno portato, nonostante tutto, questo territorio anche se non troppo accessibile, nei secoli, a dialogare con il mondo. Un luogo ricco, vocato all’agricoltura, ma anche all’arte, all’artigianato e alla ricerca. La coltivazione della vite, la vendemmia e la produzione di vino sono una questione che riguarda il territorio di Montalcino da sempre. E ciò è dovuto a diversi fattori, tra tutti quello ambientale e quello umano. Se le caratteristiche morfologiche, geologiche e climatiche risultano essere perfette per la coltivazione della vite, il lavoro dell’uomo, da sempre dedito all’agricoltura ha fatto in modo che crescesse dando buoni frutti. Ma la storia della vite, a Montalcino, non è sempre stata legata al Brunello. Anche se oggi è il prodotto principe del territorio, la coltivazione del Sangiovese, è abbastanza recente e affonda le proprie radici, in casa Biondi Santi, solo alla fine dell’Ottocento.

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