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20 Novembre 2014 AAA Cercasi Brunello nelle guide
Dalla “Top 100” di Wine Spectator alla prestigiosa “Power 100”, stilata, da “Liv-ex” e “The Drinks Business” che mette in fila i marchi più potenti nel mondo del vino, in base a criteri ben precisi, come i volumi di vendita, i punteggi della critica e le performance di prezzo, il Brunello sembra aver subito una battuta d'arresto e non essere più apprezzato tanto da scomparire dalle classifiche più quotate del mondo. Quali sono le motivazioni per cui il Re del Sangiovese, che da 30 anni, dominando i mercati di tutto il mondo, si è guadagnato un posto di prestigio sugli scaffali, sulle tavole e nelle classifiche di tutto il globo, sta lentamente scomparendo lasciando più spazio a terroir italiani già famosi e cedendo il posto a denominazioni emergenti del Belpaese enoico? Magari solo questione “stagionale”, legata all’annata o, forse, Montalcino potrebbe cogliere l’occasione per una riflessione e per riprogettare, in sinergia con i tanti attori del territorio, una ripartenza protesa alla crescita e al raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi.
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