categoria: Uomini & Terra - 15 Marzo 2018

Poco ma buono, le ultime sul tartufo Marzuolo

Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai senesi, fa il punto della situazione alla vigilia della Festa del Tartufo Marzuolo“La natura sta ancora soffrendo per tutto quello che è accaduto nel 2017, ma dopo la neve, il ghiaccio e ora la pioggia lo scenario sta cambiando. Sicuramente c’è ottimismo, da una settimana è aumentato il raccolto, i prezzi sono sempre molto alti perché il Marzuolo è molto ricercato e il prodotto è ottimo, di grande qualità”. Paolo Valdambrini, presidente dell’Associazione Tartufai senesi, fa il punto della situazione alla vigilia della Festa del Tartufo Marzuolo (San Giovanni d’Asso, 18 e 25 marzo). A gennaio, quando è iniziata la raccolta, di Marzuolo non se ne vedeva l’ombra, per via degli effetti della siccità durata fino a ottobre inoltrato, che avevano fatto schizzare i prezzi del Tartufo Bianco alle stelle (6.000 euro al chilo). Poi sono arrivate le condizioni meteorologiche, una vera e propria manna dal cielo. “La neve è sempre benefica per la campagna, quando si scioglie penetra in profondità. Il ghiaccio invece ammorbidisce il terreno e il micelio diventa molto soffice”, spiega Valdambrini. Anche se il prezzo resta alto: da 450 a 550 euro al chilo, a seconda delle dimensioni (450 euro la pezzatura medio-piccola, 550 euro quella medio-grande). Una cifra due volte superiore alla media. La raccolta del Marzuolo chiuderà il 30 aprile, poi sarà la volta dello Scorzone e del Tartufo Bianco. A cui si guarda con cauto ottimismo. Dopo l’Annus Horribilis, il peggio sembra passato.

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