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27 Dicembre 2019 L’importanza del Brunello nelle wine list di Londra
Assodata la volontà della Gran Bretagna di uscire definitivamente, ed in tempi decisamente brevi, dall’Unione Europea, aleggia ancora una certa incertezza sulle conseguenze. Di sicuro, le relazioni commerciali tra Londra ed i Paesi Ue subiranno una frenata, almeno all’inizio, dopodiché molto dipenderà dal tipo di accordo commerciale che nascerà dalle ceneri della Brexit. Il vino italiano, come tanti altri settori del made in Italy, che in Uk hanno uno sbocco fondamentale, sta a guardare, forte però di un vantaggio importante, ossia l’insostituibilità delle proprie produzioni, in termini di diversione del consumo su beni sostitutivi di provenienza extraeuropea: un Brunello, solo per fare un esempio, non potrà mai essere rimpiazzato da un vino di Mendoza o della South Australia. Del resto, il mercato britannico, sesto consumatore di vino al mondo con 1,24 miliardi di litri, dipende interamente o quasi dalle importazioni, ed il legame con Francia ed Italia è storicizzato e saldo, specie quando si parla della fascia premium, quella che interessa maggiormente i produttori del Belpaese. D’altronde, tra le denominazioni più presenti nelle carte dei vini dei ristoranti di Londra, dove finisce una buona parte dei consumi di vino britannici, all’ottavo posto c’è il Brunello di Montalcino, presente nel 37% dei locali con un costo medio di 337 sterline a bottiglia. Lo rivela l’analisi di MiBD Market - Wine Analytics sulle wine list dei locali della capitale britannica. Sul podio figurano Rioja, Mendoza e Barolo.
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