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Uomini & Terra
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23 Aprile 2020 Il Coronavirus fa slittare referendum e regionali
Anche le tornate elettorali sono state cancellate dal calendario di primavera. Inizialmente è stato rimandato il referendum sul taglio dei parlamentari, che lo scorso 29 marzo avrebbe messo i cittadini italiani davanti alla scelta di ridurre di oltre un terzo (36,5%) i seggi in Parlamento: da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Anche Montalcino il mese scorso si era attivata per preparare la chiamata alle urne: dalla convocazione della commissione elettorale alla nomina degli scrutatori, fino agli spazi destinati all’affissione dei manifesti per la propaganda elettorale. Tutto rinviato a data da destinarsi: inizialmente si era ipotizzato di accorpare il referendum con le elezioni regionali e amministrative di maggio (si deve votare in oltre mille Comuni e sei Regioni: Toscana, Liguria, Veneto, Marche, Campania e Puglia), ma anche questo appuntamento è saltato. Impossibile per i partiti poter raccogliere le firme per liste e candidati con un Paese intero in quarantena. Sia il referendum che le elezioni regionali slitteranno quindi ad autunno. Il decreto Cura Italia ha disposto la proroga di sei mesi del termine per l’indizione del referendum (l’ultima data utile è il 22 novembre). Molto probabilmente ci sarà un unico election day, tra settembre ed ottobre, che consentirebbe di risparmiare circa 300 milioni di euro.
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