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28 Febbraio 2024 I grandi marchi (come Biondi-Santi) investono sulle “biblioteche” del vino
Un racconto in bottiglia degli anni e delle stagioni, per guardare al futuro senza dimenticare l’enorme valore del tempo passato e del proprio heritage: i grandi marchi del vino italiano, da Biondi-Santi a Fontanafredda, da Bertani a Tedeschi, riporta WineNews, investono sulle “biblioteche” del vino, veri e propri archivi delle loro etichette storiche, indispensabili per capire a pieno un territorio e la sua evoluzione stilistica, con l’obiettivo di sviluppare un inedito storytelling, ma anche di creare un prezioso deposito a cui attingere per tasting fuori dall’ordinario, rivolti a clienti d’eccezione, buyer importanti e giornalisti di riferimento. Tra le pochissime cantine che in Italia possono vantare una storia talmente lunga e blasonata da potersi permettersi un archivio strutturato delle vecchie annate c’è appunto Biondi-Santi, marchio-icona del Brunello di Montalcino. Ricchissima la collezione di vecchie bottiglie custodite nel caveau dell’azienda (oggi di proprietà del gruppo francese Epi, della famiglia Descours), come la Riserva 1888, ovvero il primo Brunello della storia, o la leggendaria Riserva 1955, unico vino italiano selezionato tra i 12 migliori del ventesimo secolo da “The Wine Spectator”. Alle bottiglie delle vecchie annate si affianca il progetto “La Voce di Biondi-Santi”, audiolibro di vino e racconti che accompagna l’uscita sul mercato delle nuove etichette. L’obiettivo è raccontare le vendemmie di un grande vino, che sono già di per sé storie ogni anno diverse, legandole ad un valore, ad una storia vera e propria e ad un racconto attraverso la voce (nel 2023 è stata scelta quella dell’attore Neri Marcorè).
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