categoria: News & Wine - 30 Maggio 2025

Brunello di Màtè, il suo importatore sfida i dazi Usa

La famiglia MatèUna corte americana, la Us Court of International Trade, aveva bloccato i dazi del presidente Usa Donald Trump, definendoli illegali, una sentenza sospesa poche ore dopo dalla Corte d’Appello americana, ma la vicenda rimane ancora aperta, visto che sono attese nuove revisioni. Il ricorso che ha innescato la battaglia legale è stato presentato dalla Vos Selection, insieme ad altre piccole aziende, della quale è proprietario l’imprenditore Victor Schwartz, che selezione e importa vini da oltre 16 Paesi in tutto il mondo, tra i quali c’è anche il Brunello di Montalcino Màtè, prodotto dall’omonima azienda, una delle realtà ormai storiche del territorio di Montalcino, di proprietà di Ferenc Màtè (nato in Transilvania), affermato scrittore, di sua moglie  Candace, pittrice canadese (le cui opere d’arte sono alcune delle etichette di Brunello) e di suo figlio Peter, una famiglia che, dal Canada, ha girato il mondo (California, Parigi, Roma, Bahamas, New York) prima di innamorarsi della Toscana e di Montalcino e di decidere di iniziare a produrre Brunello (25.000 bottiglie di vino annue prodotte, 15.000 delle quali di Brunello, con un export dell’85% verso gli Stati Uniti). 

Azienda MatèVictor Schwartz è uno degli importatori storici di Màtè, tra le due aziende c’è una collaborazione che va avanti dal 2010. “Non ci aspettavamo l’effetto che ha avuto il suo ricorso - spiega a MontalcinoNews.com Jessica Acciaroli, che si occupa del lato commerciale e delle degustazioni di Màtè -, non pensavamo riuscisse a vincere, anche perché la sua è una realtà più piccola rispetto ad altre che hanno cercato di contrastare i dazi. Aveva condiviso, sui suoi social, alcuni documenti subito dopo l’introduzione dei dazi e noi ne avevamo parlato con lui. In questo momento sta ricevendo tantissimi messaggi e tanta attenzione verso la sua azienda. Condividiamo la sua posizione, si può dire che siamo orgogliosi”.

Quella dei dazi oltreoceano è stata una delle sfide con cui si sono confrontati i produttori di vino di Montalcino in questa prima metà del 2025. “Più che i dazi fin qui ha pesato l’incertezza che alcuni importatori vivono nei loro mercati - prosegue Acciaroli a Montalcinonews.com -. Quest’incertezza economica e politica ha creato una sorta di stallo, almeno per quello che ho potuto constatare io, non so cosa ne pensano altri produttori. Però, per quanto riguarda noi, passata la fase iniziale, con la paura di avere il dazio quando il vino era in transito, con il 10% la situazione è relativamente problematica. Può essere più pesante però sugli importatori e sul cliente finale”.

Azienda MatèNonostante la Corte d’Appello abbia ripristinato i dazi, il mondo del vino ha lanciato un segnale forte a tutti mercati internazionali. “Sarà comunque un processo lungo - ci spiega Acciaroli -, c’è stata un’impugnazione, ci sarà un iter legale che andrà avanti. Ma il messaggio simbolico è importante, ci sono tante realtà che vivono di commercio con l’estero e i dazi le mettono in pericolo. Nemmeno Schwartz, però, pensava di avere questa risonanza”.

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