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21 Giugno 2025 L'edizione n.4 di Red Montalcino
Da Argiano a Banfi, da Camigliano a Capanna, da Caparzo a Carpineto, da Casanova di Neri a Casanuova delle Cerbaie, da Casisano a Ciacci Piccolomini d’Aragona, da Collemattoni ad Elia Palazzesi, dalla Famiglia Cecchi a Fanti, da La Fornace a La Fortuna, da La Gerla a Palazzo, da Pian delle Vigne a Pinino, da Piombaia a Poggio Antico, da Poggio di Sotto a Ridolfi, da San Polo a Sesta di Sopra, ed ancora Tassi, Uccelliera, Voliero, Val di Suga: sono solo alcune delle 62 aziende (13 in meno dello scorso anno) che sono state protagoniste, nello suggestivo scenario della trecentesca Fortezza, a Red Montalcino, una serata, in edzione n. 4, che è servita come trampolino di lancio per un Rosso di Montalcino, fratello diverso del Brunello, che cerca energia contemporanea, moderna visione e, soprattutto, nuovi mercati.
Un Rosso di Montalcino che passerà da 520 a 872 ettari portando la capacità produttiva oltre i 7 milioni di bottiglie, il doppio rispetto alla media degli anni precedenti, numeri che consentiranno alla doc di affacciarsi sul mercato, a partire proprio da questo settembre, con un potenziale produttivo raddoppiato, e che farà, comunque, i conti con un mercato in uno stato che per Montalcino è buono, ma difficile in generale per crisi geopolitica ed economica (soprattutto per i dazi in Usa, uno dei principali mercati di Montalcino).
Ad aprire Red Montalcino è stata la masterclass “Fresh Perspectives: the rise of Rosso di Montalcino”, condotta dalla Master of Wine, Sarah Heller: l’evento è proseguito con la degustazione del Rosso di Montalcino 2023 (il 2024 debutterà a Settembre) al banco dei produttori da parte dei wine lovers, tra proposte gastronomiche del territorio e musica dal vivo.
Una serata in Fortezza, in uno dei gioielli del territorio di Montalcino, che potenzia il concept di come il Rosso di Montalcino (un vino che allo scaffale va dai 10 euro agli 80 euro, a seconda delle diverse cantine) cerchi di raggiungere la sua piena maturità, uscendo definitivamente dall’ombra del Brunello, anche se, del fratello maggiore, ha la stessa base ampelografica, 100% Sangiovese.
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