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16 Luglio 2025 Dazi, il Brunello quinto tra le denominazioni più a rischio
Il Brunello di Montalcino è al quinto posto, con un coefficiente di rischio del 31%, tra le principali denominazioni vitivinicole italiane più penalizzate dai nuovi possibili dazi imposti dall’amministrazione statunitense di Donald Trump al 30% dal 1 agosto: è quanto emerge dalle stime dell’“Osservatorio Edoardo Freddi International”, che mappa centinaia tra produttori, importatori, distributori e wine lovers in Italia e nel mondo.
“Con il possibile inasprimento dei dazi americani nei confronti dei prodotti europei - commenta l’esportatore Edoardo Freddi -, si apre un nuovo capitolo per il vino italiano negli Stati Uniti. Nessun allarmismo, ma è lecito ipotizzare scenari in cui alcune denominazioni, per posizionamento, volumi o presenza strategica sul mercato statunitense, potrebbero risultare più esposte di altre”.
Secondo le stime dell’Osservatorio “al primo posto come coefficiente di rischio troviamo il Prosecco (secondo il 46% dei pareri), seguito dal Pinot Grigio (40%). Buono terzo il Chianti (36% delle opinioni), quasi a pari merito con il Chianti Classico (35%). Quinto troviamo il Brunello di Montalcino (31%), poi Barolo (28%) e Barbaresco (26%). Ottava piazza per l’Amarone (22%), nono secondo il 19% degli intervistati il Montepulciano d’Abruzzo. Chiude decimo il Nero d’Avola secondo il 16% dei pareri”.
“Si tratta di vini che - prosegue Freddi -, per successo commerciale, riconoscibilità e volumi esportati, rappresentano un’ossatura importante del vino italiano negli USA. Un cambiamento nei costi doganali potrebbe influire sulle dinamiche di prezzo e competitività sullo scaffale. Allo stesso tempo, questa fase invita tutto il settore a riflettere su nuove strategie: diversificazione dei mercati, rafforzamento del valore percepito, investimenti in branding e storytelling per consolidare il legame con il consumatore americano. Il vino italiano, già abituato a navigare scenari globali complessi, ha gli strumenti per affrontare anche questa sfida. Ma restare vigili è fondamentale”.
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