categoria: Cultura & Paesaggi - 29 Luglio 2025

L’Eroica, un museo senza biglietto tra le strade della Val d’Orcia

L'EroicaUn museo della bellezza, senza pareti e senza biglietto, aperto a tutti, che si snoda lungo le strade bianche, tra i paesaggi di Montalcino, di tutta la Val d’Orcia, di Gaiole in Chianti e di Asciano, nel cuore della Toscana: uno degli obiettivi de “L’Eroica”, la manifestazione cicloturistica nata da un’idea di Giancarlo Brocci, è di salvaguardare il patrimonio delle strade bianche della provincia di Siena. Divenuta un fenomeno culturale e turistico di respiro internazionale, capace di richiamare migliaia di appassionati da ogni parte del mondo, è ormai anche un appuntamento fisso per numerose leggende del ciclismo.

L'Eroica“L’Eroica - afferma Brocci - è nata per salvare l’anima del ciclismo, ma finisce per salvare anche un’idea di mondo dove la bellezza è ancora un bene comune.” Beppe Saronni, vincitore di due Giri d’Italia, ha evidenziato come L’Eroica rappresenti un ritorno al cuore stesso del ciclismo, valorizzando la semplicità delle strade bianche e la passione genuina per la fatica mentre Francesco Moser ha ritrovato l’amore pedalando proprio lungo le strade bianche senesi. Andy Hampsten, primo americano a vincere il Giro d’Italia, ha definito L’Eroica: “l’unica corsa dove non vinci nulla ma porti a casa tutto: il silenzio delle colline, l’abbraccio della luce, il gusto della fatica”.

Erik Zabel, sei volte vincitore della classifica a punti del Tour de France, è un habitué delle strade bianche senesi, ha dichiarato che: “il ciclismo eroico è un momento di lentezza necessaria. Ci ricorda che la bicicletta non è solo velocità, ma anche riconciliazione con l’ambiente e con sé stessi”.

L'EroicaAnche Felice Gimondi, uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi, vincitore di tutti e tre i grandi Giri in carriera, scomparso nel 2019, sottolineò che “a L’Eroica trovo un ambiente e un percorso meravigliosi, soprattutto perché lì vedi davvero gente che ha passione per la bicicletta. Gli ideatori hanno avuto una idea fantastica, che ora infatti vogliono in tutto il mondo. La fatica? Per uno che ha fatto il mio mestiere è una compagna di vita, un corridore si deve esaltare nella fatica, anche quando è rivalità. E infatti quando vengo lì a Gaiole incontro tanti ex con gioia: prima c’era rivalità, ora è un piacere”.

Accanto ai campioni di ciclismo anche altri volti noti hanno abbracciato lo spirito dell’Eroica. Ad esempio nel 2015, Paolo Rossi e Piero Pelù partirono da Gaiole tra auto d’epoca, applausi e un clima di festa popolare. Il valore paesaggistico dell’Eroica è tale da aver ispirato anche il cinema. Le stesse strade sono state scelte da registi internazionali come Anthony Minghella (Il paziente inglese) e Ridley Scott (Il Gladiatore) ma soprattutto Bernardo Bertolucci con Io Ballo da sola e l’iconico Leccione di Gaiole in Chianti, simbolo spontaneo e amatissimo, sempre più copertina indelebile di un patrimonio di emozioni fortissime.

Il percorso permanente de L’Eroica è vissuto così come una galleria d’arte naturale, gratuita, accessibile in ogni stagione: una lente per osservare vigne, cipressi, pievi e castelli. Un viaggio nella Toscana più autentica, dove la bellezza non si guarda soltanto ma si attraversa. “Qui non si punta al cronometro, ma all’orizzonte”, ha scritto Giancarlo Brocci.

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