categoria:
Audio & VideoNews & Wine
-
8 Luglio 2025 La Summer School di Banfi tra passato e futuro
“Questa edizione n. 8 della Summer School, con un tema emblematico, l’Heritage, celebra un numero importante di serie consecutive, a testimonianza di quanto sia fondamentale la nostra intuizione, cioè creare un osservatorio permanente sul Sangiovese, e allo stesso tempo formare la classe dirigente del futuro. Per questo ci rivolgiamo a una classe mista ed eterogenea, composta per una metà da studenti, cioè neolaureati, e per una metà da professional, cioè gente che già lavora nel settore del vino. Sappiamo che questo è un mondo complesso, in cui si parla tanto di futuro e di crisi. Pensiamo che il modo migliore per formare la classe dirigente siano dei corsi multidisciplinari che consentano ai futuri attori del mondo del vino di dotarsi di quegli strumenti che permettano loro di gestire queste sfide al cambiamento nella forma migliore. Con un’apertura mentale che i nostri docenti ci portano ogni volta”.
Così Rodolfo Maralli, presidente di Banfi, azienda leader della produzione di Brunello di Montalcino, ha presentato la nuova edizione della Summer School Sanguis Jovis di Fondazione Banfi, dal titolo “Heritage: Frontiera del valore tra terroir e storytelling”, che si sta svolgendo in questi giorni, e andrà avanti fino a venerdì 11 luglio, nella cornice di Ocra, l’Officina Creativa dell’Abitare a Montalcino, con 25 partecipanti, un numero significativo che dimostra l’importanza del progetto che la Fondazione Banfi sta portando avanti.
Il tema dell’Heritage può sembrare in controtendenza rispetto a un mondo che va a una velocità sempre maggiore, e che pone sfide sempre più complicate, ma la visione della Summer School parte proprio da qui. “E’ un termine desueto - afferma a MontalcinoNews.com Attilio Scienza, presidente di Sanguis Jovis e ordinario di viticoltura ed enologia dell’Università di Milano -, non si utilizza nella comunicazione quotidiana, ma ha un profondo significato. Se lo vogliamo riassumere in poche parole, possiamo dire che è il nostro Made in Italy. Ciò che noi abbiamo ereditato e costruito in campo agroalimentare, attraverso i suoli e i climi, attraverso le azioni delle grandi famiglie, che hanno valorizzato queste risorse naturali. Ma Heritage è anche futuro, perchè ci consente di comprendere le strade che dobbiamo affrontare nei prossimi anni. Il passato non si dimentica, ma si attualizza. Abbiamo voluto aiutare a i ragazzi a capire come gli strumenti moderni dell’informatica e del digitale possano elementi dinamici nella nostra viticoltura, sui quali dobbiamo investire, considerando ciò che c’è di antico nella nostra storia, ma che è il punto di partenza del nostro futuro. Dobbiamo tener conto del passato, perché possiamo ridurre gli errori e trovare soluzioni attraverso le risorse che abbiamo. Possiamo affrontare i grandi eventi, come il cambiamento climatico e sostenibilità, con una strategia più forte e più sicura”.
La mattinata di oggi ha proposto temi di grande attualità, a cominciare da quello della biodiversità nel suolo. “Abbiamo parlato della sua importanza per il vigneto - afferma a MontalcinoNews.com Isabella Ghiglieno, professoressa dell'Università di Brescia -, in particolare di come i dati e gli approcci statistici possano dare a viticoltori degli strumenti per adottare pratiche sempre più sostenibili”.
I vigneti vanno studiati in modo molto approfondito e dettagliato, per capire come funzionano, argomento della lezione di Luca Toninato, vicepresidente di Enogis ed esperto di viticoltura. “Possono essere studiati in modo classico - spiega Toninato a MontalcinoNews.com-, con quelle che vengono chiamate zonazioni viticole, che studiano i fattori statici, come il suolo e il clima, e da quelli capisco come risponde il Sangiovese. Oppure si possono studiare con gli strumenti tecnologici, attraverso la viticoltura di precisione. Ci sono dei sensori che si possono montare nel vigneto e sui trattori, oppure possiamo recuperare dati da informazioni satellitari, mostrando anche una situazione dinamica che si può monitorare giorno per giorno”.
Ma per comprendere il vigneto fino in fondo è importante anche comprendere il ruolo dell’epigenetica in relazione alle sfide del cambiamento climatico. “C’è qualcosa che va al di là della genetica - afferma Alessandra Zombardo a MontalcinoNews.com -, collaboratrice scientifica presso il Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia -, e ha un ruolo fondamentale nella definizione di terroir, nella variabilità genetica che c’è all’interno dei vitigni e anche nella risposta agli stress dati dal cambiamento climatico, che stanno affliggendo la viticoltura. Grazie a delle modifiche epigenetiche è possibile mantenere le caratteristiche fondamentali del Sangiovese, soprattutto per quel che riguarda il quid in più dato dal territorio”.
Guarda il video:
© MontalcinoNews 2011-2025










