categoria: Uomini & Terra - 8 Agosto 2025

I tamburi, le chiarine, i figuranti: la magia del corteo storico

(Ph. Andrea Rabissi)Con il bosco che “di vita e di verde si animò” e l’agosto che “gli ardori della caccia stimolò”, il “Signor di Fortezza ordine diede ai cacciator di corte, frecce, falchi e reti d’approntar perché delle ghermite prede omaggio a sua gentil Madonna si facesse”: sono le parole del banditore e il suono del campanone dell’antico Palazzo Comunale nel cuore della città di Montalcino, a dare il via al corteo storico dell’Apertura delle Cacce. Con il suo incedere al ritmo dei tamburi e al richiamo delle chiarine tra le antiche vie ed i nobili palazzi della città, con i suoi oltre 100 figuranti, questo corteo riesce nella magia di riportare ad un’epoca in cui Montalcino, dentro e fuori le antiche mura, in città e nelle sue campagne, nei Terzieri, animati dal Podestà e dai Priori, dagli Ospedali e dalle Arti e Mestieri, come nelle Ville ed a Sant’Antimo, in un pullulare di Signori, monaci, arcieri e cacciatori, gettava le basi per l’importanza storica, economica, sociale e culturale che avrebbe rivestito nei secoli nella storia della Repubblica Senese, della Toscana e d’Italia. A simboleggiarla, sono i personaggi di spicco della società dell’epoca che sfilano mostrandosi con i loro eleganti e raffinati abiti alla moda, e che sembrano uscire direttamente dalle tavole e dagli affreschi dei più grandi artisti del Trecento e del Quattrocento senese e toscano, per assistere alla prova che “in acceso torneo con l’arco” daranno i “validi arcieri di rione”, prima dell’apertura delle cacce e che, “nel morir dell’assetante sole s’allontanò nel bosco il suon del corno”.

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