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Uomini & Terra
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25 Settembre 2025 “Obiettivo Tricolore” a Montalcino, nel segno di Alex Zanardi
“Quando abbiamo conosciuto Alex per la prima volta abbiamo avuto subito l’impressione che lui avesse un’aura che lo circondava. È stato uno di quegli incontri che capisci immediatamente che ti cambierà la vita, da quel momento in poi abbiamo avuto la consapevolezza che l’associazione sportiva dilettantistica che avevamo fondato anni prima avesse finalmente trovato il suo scopo, la sua ‘raison d’etre’”. Partono dall’incontro con Alex Zanardi, Lucia e Paolo Bianchini, alla guida di Ciacci Piccolomini d’Aragona, prestigiosa cantina produttrice di Brunello, per presentare a MontalcinoNews il passaggio a Montalcino della grande staffetta di “Obiettivo Tricolore”, il progetto nato dopo la pandemia, arrivato all’edizione n.5, da un’idea di Zanardi per far sentire la voce degli atleti paralimpici. Quasi 2.000 km lungo il Belpaese in handbike, bicicletta o correndo a piedi o con carrozzina olimpica, passandosi di mano in mano il testimone simbolo del progetto. Un’iniziativa che ha dato pieno significato alla Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello Bike, l’Asd nata nel 2016 dall’amore di Lucia e Paolo per il mondo dello sport - amore ereditato dal padre Giuseppe, che si è speso tantissimo per l’attività sportiva a livello locale - “con lo scopo di devolvere in beneficenza il ricavato dell’iscrizione all’associazione attraverso l’acquisto della nostra maglia da ciclismo”, spiegano. “Quando siamo venuti a conoscenza del progetto Obiettivo3 di Alex Zanardi, senza neanche un attimo di esitazione, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: noi ed Alex Zanardi abbiamo lo stesso “obiettivo”! Il nostro motto è “Fai beneficenza, pedala la strada!”. Onestamente, sapevamo ben poco sullo sport nella disabilità e questa scelta ci ha aperto un nuovo mondo, un mondo del quale oggi non possiamo più fare a meno. Questa è l’importanza di progetti come questo quando si parla di sport e disabilità: passare il messaggio, farti avvicinare a qualcosa che non conosci ma che ti senti dentro”.
“La Grande Staffetta è secondo noi il mezzo più forte per far conoscere il progetto a tutti, passando proprio “sotto casa”, entrando in casa degli italiani, un esempio concreto che gli atleti disabili esistono, si allenano, sostengono gare, hanno classifiche da guardare e punteggi da ottenere, le loro sfide sono reali e in continua crescita. Il loro mettersi alla prova quotidianamente trasmette la loro rivalsa e voglia di vivere”, proseguono Lucia e Paolo Bianchini. “Quando pedaliamo accanto a loro, sono loro a trasmetterci una grande energia. Una voglia di vivere mai percepita così intensamente: le vibrazioni emotive, la sintonia nei movimenti, il fuoco e la passione che ci fanno andare avanti tutti insieme, la condivisione di un’immensa fatica e la gioia, quella al traguardo c’è sempre. Da questa Staffetta ci aspettiamo di provare ancora tutto questo, e siamo sicuri che sarà così”.
Lucia accompagnerà gli atleti paralimpici martedì 30 settembre fino all’arrivo, in tarda mattinata, in Piazza del Popolo, dove ci saranno ad accoglierli gli studenti delle superiori di Montalcino e, si spera, anche buona parte della cittadinanza, mentre Paolo conta di “scortare” la squadra dalla partenza in Fortezza il giorno dopo, mercoledì 1 ottobre, nella tappa Montalcino-Montevarchi dove ci sarà anche l’ex Ct della Nazionale di ciclismo Daniele Bennati.
“Obiettivo Tricolore” è partito il 21 settembre da Gallipoli e si concluderà il 10 ottobre nel prestigioso contesto del Festival dello Sport di Trento, l’evento organizzato dalla Gazzetta dello Sport e da Trentino Marketing, toccando in tutto 23 località d’Italia. Sono 70 gli atleti paralimpici che prendono parte all’iniziativa, di cui è partner, oltre a Ciacci Piccolomini d’Aragona, anche la Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino.
“Oggi guardiamo al futuro con un nuovo entusiasmo: tutte le idee e le attività che organizziamo con la nostra ASD Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello Bike confluiscono in un unico pensiero: supportiamo quei ragazzi, supportiamo quei grandi atleti!”, concludono Lucia e Paolo Bianchini.
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