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Cultura & Paesaggi
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18 Ottobre 2025 Ecco “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico” di Bizhan Bassiri
A Montalcino, lo lega “la vita”. Perché non ci sono luoghi in cui le sue opere d’arte si sono espresse al massimo: “l’opera d’arte si esprime sempre al massimo”. E nel futuro saranno esposte al Museo Correr, il 27 febbraio, a Venezia, dove è tra i musei più importanti e rappresentativi. Parole, a MontalcinoNews, di Bizhan Bassiri, l’artista iraniano di fama internazionale che, oggi, ha svelato l’opera d’arte contemporanea permanente nel cuore storico della città “Vene d’Oro del Pensiero Magmatico”, a Palazzo Farnetani, di proprietà e rappresentanza della WineNews, in Piazza del Popolo.
Per Bruno Corà, uno dei più importanti critici d’arte italiani, presidente della Fondazione Burri, “con questo nuovo lavoro, Bassiri torna su un materiale che ha già impiegato, l’oro, attorno al quale, negli anni, ha messo insieme una serie di opere che ha definito come la “Riserva Aurea”, collocata nel caveau di Fabro, lo studio dell’artista. Qui, in questa cavità, credo che Bassiri abbia percepito qualcosa di profondo, una viscera della terra, ma anche un elemento ipogeico antico, così come esiste nella cultura, per esempio, etrusca. Credo che si sia interessato alle fessure che ci sono tra le rocce e abbia individuato in quello spazio il luogo dove produrre la “forma aurea”. Quando io sono entrato nella caverna, mi hanno colpito questi bagliori di luce dell’oro e mi hanno ricordato improvvisamente delle pupille che nel buio mi osservavano o dei denti d’oro che spesso troviamo anche in persone vissute 100, 200, 300 anni fa, in cui l’odontoiatria ha lavorato anche sulla bocca, perché è il luogo oracolare di ognuno da cui escono le parole. Quando mi sono accorto che una fonte luminosa che avevo alle spalle proiettava la mia ombra sulla caverna, la memoria ha lavorato dal punto di vista filologico e ho pensato alla caverna platonica, alle ombre, ed a come tutto questo tornasse nel tempo: come se questa successione di momenti antichi e contemporanei si mescolassero”, ha aggiunto, presente a Montalcino. Dove, ha detto, “è la prima volta che vengo e, quindi, non ho ancora un rapporto emotivo con questa città, che, però, impressiona per la sua dimensione storica”. Una terra di vino che con l’arte condivide “l’aspetto alchemico della trasformazione. La trasformazione dell’uva in vino è frutto di un’esperienza millenaria che l’umanità ha sempre coltivato e realizzato ottenendo un liquido pregiato che tutti noi apprezziamo, come l’artista che qualifica un materiale, come l’oro, in un’opera d’arte”.
“Quest’opera nasce da un rapporto di amicizia personale con un grande artista come Bizhan Bassiri: un’amicizia, nel senso più ancestrale del termine, che ho voluto sigillare, con la curiosità e la passione, che sono propri del collezionista, ma, con dietro, una storia da raccontare, come con altri maestri che hanno lasciato, sempre in questo palazzo, delle tracce artistiche - ha spiegato Alessandro Regoli, direttore WineNews, uno dei siti più seguiti del vino italiano (2 milioni di IP seguiti), fondato con la moglie Irene Chiari - insieme a Bizhan, abbiamo ridato vita alla cavità più naturale e semplice del palazzo, nel cuore della storia di Montalcino, e dove, solitamente, si custodiscono le memorie ed i ricordi più preziosi e identitari. Perché se è vero che le cose belle richiedono tempo, ci vogliono anche luoghi “no time, no space” (come questo), ricchi di energia, nei quali nascono le idee: luoghi che rappresentano le fondamenta per nuovi progetti, che abbiamo, letteralmente, in testa. Nei secoli la bellezza (di estetica e di pensiero) e l’economia sono state indissolubilmente legate. Perché gli investimenti in arte e in cultura trainano la produttività delle imprese, dei territori, delle comunità, e la bellezza (che nasce dal sogno, dove passato, presente e futuro si innestano in un’unica visione) è un acceleratore di vita. Un progetto, questo, che vuol essere un piccolo esempio - che, pensiamo, essere virtuoso - di come un’impresa può aiutare l’arte, e di come l’arte può ispirare la vita di un’impresa. Un piccolo vero coup de foudre”.
L’inaugurazione dell’opera di Bassiri è stato il primo atto di “Venti di ottobre” n. 4, l’evento annuale promosso dalla Fondazione Bassiri, che, in collaborazione con i Comuni di Montalcino e Fabro, si è articolato con la visita a “Il Pozzo”, opera del 2001 di Jannis Kounellis, al lato del Duomo di Montalcino, a cura di Michelle Coudray, presidente Fondazione Kounellis e compagna dell’artista, una delle più grandi anime artistiche del nostro tempo, realizzata grazie ad un’idea della Galleria d’Arte Continua. A seguire, un importante dialogo pubblico - con i saluti del sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, e della vice presidente della Fondazione Bassiri, Camilla Cionini Visani - dal titolo “Gli attributi del tempo: plumbeo e aureo - Un dialogo tra arte, filosofia, scienza, esonomia”, nel Duomo di Montalcino, con la partecipazione di artisti, filosofi, scienziati, economisti e critici d’arte - dall’artista Bizhan Bassiri alla presidente Kyoto Club Maria Letizia Magaldi, dal manager Alessandro Profumo alla specialista in sviluppo sostenibile Sabina Ratti, dal fisico Cristian Stanescu al critico d’arte Giorgio Verzotti ed al docente all’Accademia delle Belle Arti di Roma Aldo Iori.
Bizhan Bassiri è un artista di fama internazionale che, con le sue opere, ha incantato le gallerie d’arte di tutto il mondo, dall’Europa all’Asia, suo continente di nascita, grazie alla sua tecnica, caratterizzata dall’uso di diversi materiali, oltre a essere famoso per aver teorizzato il “Pensiero Magmatico”, e che, da ormai 40 anni, vive in Italia, tra Roma, Fabro, in Umbria, dove ha sede la Fondazione Bassiri - e dove, domani proseguirà l’evento - e Montalcino, dove risiede, avendolo scelto come suo “buen retiro”.
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