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20 Ottobre 2025 Le “Chiavi” di Montalcino tra luxury e vino
Soggiorni straordinari, servizio esclusivo, design studiato nei minimi dettagli, ristoranti stellati, esperienze taylor made per clienti cosmopoliti ed esigenti in arrivo da ogni Paese del mondo: Rosewood Castiglion del Bosco, Villa Le Prata e Castello Banfi sono tra i luxury hotel italiani premiati dalle “Chiavi” Michelin, la più celebre ed influente guida della ristorazione mondiale, che con questo riconoscimento sancisce un nuovo benchmark globale per esperienze alberghiere fuori dal comune, ma questi indirizzi da sogno sono anche aziende produttrici di vino, famose per le loro etichette.
Rosewood Castiglion del Bosco, che ha ottenuto il massimo riconoscimento delle “Tre Chiavi”, è una tenuta di oltre 2.000 ettari con un castello dell’XI secolo e una chiesa medioevale, nel 2003 Massimo e Chiara Ferragamo hanno avviato un progetto di recupero e valorizzazione. Dal 2015 la gestione dell’ospitalità è stata affidata a Rosewood Hotels & Resorts, dando vita a Rosewood Castiglion del Bosco, e nel 2022 la proprietà è stata venduta ad un family office internazionale. Castiglion del Bosco conta 42 suite e 11 ville private immerse nella campagna senese, un campo da golf disegnato dal campione Tom Weiskopf, una Spa, un orto biologico, una scuola di cucina e due ristoranti, di cui uno (“Campo del Drago”, guidato dallo chef Matteo Temperini) vanta 2 Stelle Michelin. E naturalmente la cantina, che ha scritto pagine importanti nella storia del Brunello di Montalcino: gli ettari vitati sono 62 e vengono coltivati in regime biologico, per una produzione complessiva di circa 300.000 bottiglie.
Villa Le Prata, che ha ottenuto “Una chiave” è un raffinato wine resort di proprietà di Anna Brookshaw e Bernardo Losappio, nato dal restauro di un casino di caccia ottocentesco, in cui vengono prodotti Brunello da collezione. “Una Chiave” anche per Castello Banfi, Il Borgo Relais & Chateaux, a Montalcino, che con 14 tra camere, ville e suite, una Spa, due ristoranti (di cui uno stellato, “Sala dei Grappoli”, con lo chef Domenico Francone), un’enoteca, una balsameria ed un Museo del vetro, rappresenta da sempre uno dei riferimenti del turismo del vino in Italia, oltre che una pietra miliare della storia del Brunello di Montalcino.
Tre strutture, dunque, che rappresentano l’eccellenza di Montalcino, non solo nel campo dell’accoglienza, ma anche in quello del vino, coniugando due dei fattori che hanno reso celebre il territorio del Brunello agli occhi di milioni di turisti e wine lover in tutto il mondo.
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