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21 Novembre 2025 I primi giudizi della critica sul Brunello 2021
Secondo giorno di degustazione a Montalcino per Benvenuto Brunello, nel Chiostro di Sant'Agostino. Nei calici l’anteprima dei vini del territorio, pronti a esordire sul mercato: la Riserva 2020, il Rosso di Montalcino 2024, il Moscadello, il Sant’Antimo, ma soprattutto il Brunello di Montalcino 2021. “E’ un’annata un po’ più difficile da inquadrare rispetto alla 2020 – afferma alla MontalcinoNews Nicole Schubert di Winenews -, perché lo sviluppo fisiologico della pianta è stata più difficile. L’emergenza climatica è all’ordine del giorno, l’alcol si sente sempre di più e va gestito in vigna, cosa che non è ancora entrata nella cultura viticoltura italiana e di Montalcino. Ci sono vini molto buoni, quest’anno la Riserva 2020 sono più piacevoli dell’annata 2021. Come alcuni tecnici ci hanno spiegato è un’annata secca e con meno pioggia del solito, ma con poco caldo, una vendemmia corta, ma con un settembre piovoso. E’ importante capire chi ha ha vendemmiato prima dell’evento piovoso e chi dopo. E’ un’annata con qualche sbavatura in più rispetto a quella precedente”.
“E’ un’annata – afferma alla MontalcinoNews Roberto Greco di Bibenda - contraddistinta da una temperatura abbastanza secca, ad agosto e a settembre non ha piovuto quindi c’è stata una maggiore concentrazione di zucchero e questo ha contraddistinto la parte gustativa. La 2020 era molto più fine ed elegante. Ma questa secondo me è un’annata che andrà molto lontano”
“La 2021 è un’annata più complessa rispetto alla 2020 - afferma alla MontalcinoNews Divina Vitale di Gambero Rosso -, è stata un’annata calda, con periodi siccitosi. Ho assaggiato la gran parte dei Brunelli e posso dire che è un’annata di transizione di riflessione. La mano del produttore fa la differenza. Ho trovato punte interessanti, delle belle gestioni tanniche in alcuni casi e grande eleganza. Ho trovato dei calici un po’ più incerti e magari il tempo ci aiuterà a leggerli meglio. In una riflessione profonda, posso dire che c’è un cambiamento in atto e bisogna capire cosa il Brunello vuole riservarci per il futuro. Da conoscitrice del territorio, non vorrei snaturarlo troppo. Qualche volta mi sono ritrovata ad assaggiare dei Brunelli che mi ricordavano il Chianti Classico e questo non va bene, Montalcino deve essere un punto fermo per il territorio”.
“E’ uscita fuori un’annata particolarmente godibile già da adesso – afferma alla MontalcinoNews Marcello Vagini, vicepresidente e delegato di Ais Siena -. Il 2021 è stato un anno caldo e siccitoso, questo ha fatto di sì di ottenere un Brunello pronto adesso, anche se la caratteristica del grande Brunello è andare a avanti nel tempo. Molto dipende da dove è posizionata l’azienda, ci sono vini più freschi, più caldi, più rotondi, a seconda della provenienza.
“È sicuramente annata interessante – afferma alla MontalcinoNews Stefania Vinciguerra di Doctor Wine -, con belle note di frutto, con note più tradizionale e speziate. Dipende dalle varie zone ma le troviamo in diversi vini. Vorrei sottolineare tendenza diffusa nella ricerca della leggerezza, che secondo me è troppo spinta in certi casi, a mio parere personale. E’ vero che la leggerezza porta all’eleganza, ma si corre il rischio di perdere quella che è una caratteristica del territorio che è la densità gustativa. Ma si nota una crescita nelle capacità tecnica dei produttori, che è imporrante perché porta una crescita del territorio”.
“E’ una bella annata - afferma alla MontalcinoNews Fausto Ferroni di Slow Wine -, decisamente convinte, vini molto compiuti. La qualità del tannino è eccellente. Se gli vogliamo trovare un difetto è la mancanza di acidità e di allungo sul finale, però è un’annata molto compiuta, godibile. Vedremo se poi il tempo la renderà ancora più completa, ma oggi è molto soddisfacente”.
“E’ un’annata – afferma alla MontalcinoNews Daniele Bartolozzi di ViniBuoni d’Italia - che mette in evidenza quelle che sono state le problematiche climatiche e dimostra la capacità consolidata dei produttori di Montalcino di saper leggere delle vendemmie meno facili. Un livello alto, che conferma il Brunello come uno dei top player dei vini d’Italia”.
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