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Cultura & Paesaggi
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21 Novembre 2025 Il Brunello e il suo territorio, “un legame inscindibile”
“Il territorio è il Brunello di Montalcino, Montalcino è il suo vino. E’ un legame inscindibile, che deve essere sempre mantenuto e deve essere sempre riconoscibile nel bicchiere. I produttori ne sono consapevoli. Deve essere un vino identitario, deve raccontare il territorio, in tutte le sue sfaccettature, la grandezza di questo vino sta proprio in questo. Il Brunello è un gioiello unico, che però si può degustare da tanti punti di vista differenti. L’importante è che questo territorio cresca nel suo complesso, come turismo e come capacità di accoglienza, deve crescere tutto insieme, avendo come leva formidabile un vino conosciuto in tutto il mondo. E anche l’annata di quest’anno sta riscuotendo commenti entusiastici da parte di tutti i degustatori che sono qui”: con queste parole Anna Scafuri, capo servizio del Tg1 Economia, ha spiegato, alla MontalcinoNews il legame indissolubile che c’è tra di Montalcino e il suo Brunello e di come il territorio debba essere valorizzato per permettere ai turisti e ai visitatori di apprezzarlo per i suoi paesaggi mozzafiato e il suo patrimonio artistico e culturale. Un discorso condiviso anche da altre autorevoli firme di importanti quotidiani nazionali, come Carlo Ottaviani de Il Messaggero, Andrea Cuomo de Il Giornale e Lara Loreti de La Repubblica.
“Un bicchiere di vino è sempre ambasciatore di un territorio – afferma alla MontalcinoNews Carlo Ottaviano, giornalista de Il Messaggero -, racconta il suo genius loci. Per quanto riguarda il Brunello è l’esaltazione massima, questo è un territorio che ha una stratificazione pazzesca, ha un ambiente naturale toccato dall’uomo. E’ una cittadina stupenda. Il problema è bisogna trasmettere ancora di più questi contenuti. Tante volte è meglio parlare meno di sentore di violetta o di frutti di bosco e raccontare a chi sta bevendo quel vino cosa c’è dietro. C’è la mano dell’uomo e la storia dei produttori, secoli e secoli che raccontano un territorio. La Lupa in Piazza Garibaldi è segno che Montalcino è città gemella della città eterna. Questo è un racconto che va ricordato mentre uno beve un bicchiere di Brunello. Bisogna imparare ad attrarre visitatori solo per la bellezza del territorio. Una volta che uno li ha conquistati per la ricchezza del patrimonio artistico e culturale, a quel punto i visitatori scopriranno anche il vino”.
“Conosco Montalcino da molti anni – afferma alla MontalcinoNews Andrea Cuomo, giornalista de Il Giornale - Ci, è forse il luogo in cui il vino aderisce di più al territorio. E’ inscindibile, anche perché è uno dei vini italiani che porta il nome del Comune in cui è prodotto. Vivendo il territorio si percepisce tantissimo, anche per l’orgoglio del paese. La storia di Montalcino è molto legata al suo vino, con racconti ed aneddoti, ne scopro sempre di nuovi che mi colpiscono. E’ bello vedere questa coerenza di fondo di questo vino che racconta il territorio”.
“Il territorio è fondamentale – afferma alla MontalcinoNews Lara Loreti, giornalista de La Repubblica - perché è la spina dorsale del Brunello, vino principe della Toscana e di tutta Italia. Ho notato che sempre di più il fattore umano, ovvero i produttori, sentono un legame sempre più stretto, c’è una generazione di under 45 o 50 che sentono un attaccamento fortissimo verso la terra e verso il borgo in cui sono nati. Questo fa innalzare la qualità del vino. Ci sono molte aziende che valorizzano i singoli cru con il nome della singola vigna di cui viene il vino, è la prova tangibile di quanto anche una singola parcella possa avere il suo carisma e il suo carattere e possa influire sulla varietà delle bottiglie a disposizione”.
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