categoria: News & Wine - 25 Novembre 2025

L'Oscar del vino a Roberto Cipresso per la sua attività nelle zone di guerra

Bibenda 2026 Roberto CipressoFare la differenza in territori sconvolti dal dramma della guerra, aiutando i produttori di vino locali a proseguire il loro lavoro, salvando anche varietà antiche: Roberto Cipresso, winemaker che fa base a Montalcino, ha ricevuto a Roma, nel corso della serata di Bibenda 2026, la guida della Fondazione Italiana Sommelier, l’Oscar del vino come miglior enologo italiano per le sue attività enologiche nei territori di guerra. Cipresso, che ha ricevuto il premio 20 anni dopo il primo Oscar e a 40 anni dall’inizio della sua attività nel mondo del vino, infatti, ha lanciato un progetto, chiamato “Wine of Silence”, che lo porta a lavorare nei luoghi di guerra.

“E’ un premio che mi dà tanta soddisfazione - afferma alla MontalcinoNews Roberto Cipresso -, perché significa che dopo 20 anni sono ancora qua. Mi occupo di consulenze all’estero, portando il mio background in Argentina, Stati Uniti, Spagna, Francia e Armenia. Così negli ultimi anni è nato il progetto di portare coraggio nelle zone di tensione, dove c’è il rischio che varietà antiche vadano perse. Ho messo insieme una squadra di 12 persone, andiamo ad aiutare i produttori nei luoghi di conflitto a fare vino. Ne abbiamo tre in ballo: Ucraina (dove facciamo un bianco), Armenia e in Iran. In quest’ultimo Paese abbiamo un’uva arricchita con degli agronomi che ci danno una mano a seguire la vendemmia. Ci presentiamo come commercianti di frutta e portiamo le uve in Armenia e produciamo l’unico vino persiano in commercio. Abbiamo in cantiere altre idee, con il Libano e l’Etiopia. In Armenia abbiamo anche un vivaio dove conserviamo tutto quello che salviamo dalle zone di conflitto, con delle piante madri che serviranno per ridare vita ai vigneti quando la guerra sarà finita”.

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