categoria: Uomini & Terra - 17 Novembre 2025

Mauro Guerrini: “Montalcino è un miracolo dell’uomo fin dalle sue origini”

Mauro Guerrini e Oscar Luigi Scalfaro (credit: Archivio storico Quirinale) Lo sfondo in cui, l’allora sindaco Mauro Guerrini, scomparso, ieri, 16 novembre, all’età di 78 anni, nel 1992 donava a Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina nel 1986, la cittadinanza onoraria e le chiavi di Montalcino - che la scienziata, i cui avi avevano vissuto nella città, come indica il cognome, in quell’occasione definì “una città bellissima e piena di storia” - era una comunità di Montalcino che rappresentava “quell’Italia laboriosa, economicamente produttiva e moralmente sana” e che “realmente esiste anche senza apparire”. Una Montalcino che “è un miracolo dell’uomo fin dalle sue origini, perché l’uomo nei secoli ha scavato un meraviglioso paesaggio di dolci colline lungo i cui clivi fosse meno faticoso ricercare la propria sopravvivenza, un paesaggio che è rimasto tale fin dal Trecento. Quando, dopo la crisi della mezzadria, il coraggio e la capacità imprenditoriale dei nostri agricoltori, coniugati con la benevolenza di una terra generosa ed unica, hanno dato vita a quelle produzioni di grandissima qualità per le quali siamo giustamente famosi nel mondo e che sicuramente hanno contribuito a dare spessore a quel made in Italy che ha fatto grande l’Italia negli ultimi decenni”. Sono queste le parole con le quali l’ex sindaco del Comune di Montalcino, per due mandati consecutivi - 24 maggio 1990-24 aprile 1995, per il Partito Democratico della Sinistra ed il Partito Comunista Italiano, e 24 aprile 1995-14 giugno 1999, alla guida di una Lista Civica - “anni difficilissimi della nostra storia repubblicana” (con la crisi della Prima Repubblica e l’avvento della Seconda Repubblica, dopo Tangentopoli, con la discesa in campo di Silvio Berlusconi con Forza Italia, fino al primo Governo Prodi, ndr), descriveva la città ed il suo territorio, incontrando al Quirinale, a Roma nel 1995, il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, insieme ad una rappresentanza di coltivatori diretti ed imprenditori agroalimentari (in foto).

Convegno su vino, agricoltura e paesaggio con Assessore Agricoltura Regione Toscana Alberto Bencistà, senatore Riccardo Margheriti ed Ezio Rivella, enologo-manager Castello Banfi (grazie a Urbano Padelletti)Una Montalcino che, dunque, grazie ad una visione politica e imprenditoriale lungimirante, frutto proprio della felice sinergia tra l’amministrazione pubblica e le aziende, per lo sviluppo ed il futuro del territorio, si stava affermando in Italia e nel mondo, grazie sì al Brunello, come “può chiamarsi soltanto il vino da grande invecchiamento prodotto nel territorio del nostro Comune”, che da pochi anni, nel 1990, aveva ottenuto la Docg, primo in Italia - raddoppiando i suoi numeri, da oltre 1,3 milioni di bottiglie nel 1986 ai quasi 3 milioni nel 1994, prodotte da 154 aziende in 1.195 ettari di vigne su una superficie, però, di 24.300 ettari, e che, nel 1992 aveva visto anche la prima edizione di “Benvenuto Brunello” - accanto all’olio extravergine d’oliva, “una potenzialità economica non indifferente”, e il miele ed i prodotti dell’alveare - “solo a Montalcino si produce l’1% della produzione nazionale di miele” - ma anche grazie “ad altre cose che stanno nascendo, fra queste l’agriturismo è quella che mostra le potenzialità più concrete, perché legate ad un’agricoltura di grande qualità, ad importanti emergenze artistiche e naturali”, con le presenze turistiche ugualmente raddoppiate in un anno. Una realtà “del tutto particolare”, fatta da 5.100 abitanti su una grande superficie comunale, dei quali il 20% sotto i 20 anni e “con l’agricoltura che opera e occupa in maniera continuativa il 28% della popolazione attiva ed in maniera saltuaria il 48%. Spazi occupazionali esistono nel terziario e nei servizi, così come dovrebbe essere potenziato il secondario, specie nel settore agroalimentare”, come descriveva lo stesso sindaco Guerrini al Presidente Scalfaro, rispondendo alla sue domande sui “buoni” prodotti della terra ed il turismo del vino come leve strategiche per il nostro Paese, ma anche e soprattutto, “che sono poi molto semplici”, perché “sono quelle della tavola che è uno dei punti di incontro”.

Vinitaly, Premio allo scrittore Antonio Tabucchi (grazie a Urbano Padelletti)“Questa è la Montalcino di oggi, ma forse neanche il Brunello sarebbe quello che è senza il nostro grande passato testimoniato dal civico palazzo, dalle chiese, dagli ospedali che già nel Trecento esistevano ed operavano. Un passato carico di cultura non solo per i musei o l’archivio storico, ma per le grandi tradizioni di civiltà legate alle arti e ai mestieri, alle compagnie, alle confraternite di misericordia e di assistenza, ancora oggi operanti, alle tradizioni folcloriche che vivono nei quartieri storici della città” (il suo Quartiere, era il Pianello), la descriveva il sindaco Guerrini al Quirinale, grande appassionato di storia, con una vasta cultura, e una grande curiosità trasmessa nella vita privata e nel lavoro, prima di tutto alle nuove generazioni, insieme a “l’orgoglio di essere montalcinesi”, toscani e italiani, “che ha radici profonde e orizzonti lontani”, ricordando l’elezione di Montalcino a città da parte di Papa Pio II Piccolomini nel Quattrocento, l’epoca degli assedi e della Repubblica di Siena in Montalcino nel Cinquecento, e la protettrice della città, la Madonna del Soccorso.

Una realtà che, da sindaco, lo vide proprio occupare con la fascia tricolore l’Ospedale di Montalcino, nel 1997, e guidare l’amministrazione comunale nella lotta perché non venisse chiuso, ma ristrutturato, contro il Piano Sanitario Regionale. Negli anni il professor Guerrini è stato anche membro della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, e, soprattutto, una figura autorevole nel mondo della scuola, maestro prima di tutto, poi storico direttore didattico e dirigente scolastico, dell’Istituto Comprensivo Insieme di Montalcino, dall’1983 al 2005: con lui l’Istituto Magistrale nel 1996 iniziò anche la sua riconversione in Liceo Linguistico, con l’adesione al progetto sperimentale Brocca, una svolta storica anche nell’educazione dei giovani che, oggi, vede la città ed il territorio avere un’offerta didattica completa, che va dagli asili nido fino alla Scuola Secondaria Superiore, con due indirizzi strettamente legati agli interessi territoriali, come lo studio delle lingue e l’Istituto Professionale Agrario dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Bettino Ricasoli” di Siena. Ed, ancora, sono stati gli anni in cui la Chiesa di Sant’Agostino rinasceva a nuova vita e riapriva dopo una lunga ed importante campagna di restauro, e nasceva il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra nel bellissimo complesso museale del convento agostiniano. Tutte tappe che la comunità raccontava anche al grande pubblico, grazie ad un lavoro di comunicazione importante che ha fatto conoscere Montalcino ed il suo territorio, “intrattenendo ottimi contatti con tutta la stampa di settore italiana e non solo”, racconta, a MontalcinoNews, Urbano Padelletti, ricordando, prima di tutto, “un amico caro, una persona per bene e un “uomo della gente”, leale, amabile ed intelligente, al fianco del quale sono stato anche vice sindaco, collaborando con fiducia reciproca, con rispetto e la voglia di far crescere Montalcino, dal punto di vista economico, culturale e creativo. Un aneddoto ? Ricordo l’assassinio di Paolo Borsellino nel 1992, Mauro era in ferie, e io convocai il Consiglio Comunale sotto il Cappellone, preparando la mia bella relazione al suo posto. Ma lui mi disse che la solidarietà si esprime anche in altro modo, con l’insegnamento, con la pietà, con l’amore: il giorno del Consiglio tornò, e fece piangere con le sue parole tutta la piazza piena di gente”.

“Un caro amico e compagno di passione ed impegno politico. Un capace amministratore con cui ho condiviso gran parte di attività amministrativa al Comune di Montalcino. Un ottimo professore e direttore didattico. Un animo dolce e sensibile con grande umanità ed allo stesso tempo ironico e festoso. Una grande persona. Ti ricorderò sempre col tuo grande sigarone che ti faceva somigliare molto al Che”, ha scritto, su Facebook, l’ex sindaco di Montalcino Maurizio Buffi, ricordando anche lui un aneddoto alla MontalcinoNews, “del viaggio avvolti dal fumo, con me capogruppo di maggioranza, e Duilio Landi, capogruppo di minoranza, ma per andare a stringere gemellaggi con le cittadine di Saarbrücken in Germania e L’Hôpital in Francia”. “Ciao Mauro e grazie per quel giorno che mi hai chiamato per un’esperienza che non potrò mai dimenticare e che vorrei augurare a ogni cittadino. Ricordo le risate a volte sarcastiche e con qualche punta di cinismo che spesso condividevo. E’ stato un bellissimo percorso, con te, con Massimo (Ferretti). Grazie e fai buon viaggio” ha affermato Roberto Turchi, politico ed ex amministratore di Montalcino.

La salma è esposta, dalle ore 14 di oggi, nella Chiesa della Misericordia di Montalcino e le esequie si terranno domani, 18 novembre, alle ore 15 nel Santuario della Madonna del Soccorso.

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