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12 Dicembre 2025 “Liv-Ex Power 100”, i 4 Brunello che brillano
Nonostante le difficoltà sul mercato Usa, Biondi Santi, Il Marroneto, Soldera e Valdicava confermano il prestigio del territorio. Montalcino torna a far parlare di sé nella “Liv-Ex Power 100”, la classifica dei marchi più influenti nel mercato globale dei fine wines da uno dei siti di riferimento del wine & food italiano WineNews, che ha illustrato l’attuale scenario del mercato dei vini da collezione, evidenziando i fattori che ne stanno condizionando le performance. Nonostante un raffreddamento della domanda sul top di gamma, il territorio del Brunello piazza nomi iconici: Biondi Santi, alfiere storico oggi della famiglia francese Descours (Gruppo Epi) condotta da Giampiero Bertolini, si conferma al n. 72; davanti ad un’altra icona del territorio come Il Marroneto, al n. 79, mentre Soldera Case Basse (n. 91) e Valdicava (n. 92) ribadiscono la forza di un territorio che, pur tra difficoltà sul mercato usa, resta sinonimo di eccellenza. E non è tutto: Marroneto (+3,6%) e Valdicava (+1,8%) figurano anche tra i brand italiani che hanno visto crescere i prezzi medi nel 2025, segnale che la fiducia verso il Brunello non è mai tramontata.
Riferendosi, invece, al contesto globale, al vertice della classifica Liv-Ex si trova Cheval Blanc (Bordeaux), seguito da Tenuta San Guido con Sassicaia (Bolgheri) al n. 2 e Domaine Leflaive (Borgogna) al n. 3. La Borgogna resta la regione più rappresentata (29 marchi, (-1 sul 2024), tallonata da Bordeaux (27, +2) e dall’Italia (20, -2), con Champagne in crescita (9, +2). Seguono, poi, California con 6, Rodano con 5, e ancora Spagna, Australia, Germania e Argentina con 1.
Per il Belpaese dominano i Supertuscan e produttori delle Langhe e del Barolo: Gaja (n. 11), nelle Langhe, seguito da due gioielli bolgheresi oggi del Gruppo Frescobaldi, ovvero Ornellaia (n. 17), Masseto (n. 21), Giacomo Conterno, “casa” del mitico Barolo Monfortino (n. 23), mentre al n. 27 c’è l’unico italiano non toscano o piemontese, ovvero Quintarelli, icona dell’Amarone della Valpolicella, dal Veneto. Si prosegue poi con Tignanello (n. 31)uno dei grandi classici di casa Antinori, e Solaia, l’altro gioiello della storica famiglia fiorentina (n. 41), seguiti da Montevertine (n. 53), sempre in Toscana. Si ritorna poi in Piemonte con Produttori del Barbaresco (n. 65) e Bruno Giacosa (n. 66). Chiudono la lista Giuseppe Rinaldi (n. 81), Roagna (n. 87), entrambi nelle Langhe. Infine, si riapproda in terra di Barolo con Vietti e Bartolo Mascarello (rispettivamente n. 94 e 95).
Dopo un 2025 molto complesso, il mercato mostra segnali di ripresa: 35 marchi hanno visto crescere i prezzi medi (contro 11 nel 2024). Tra i migliori, spicca Montevertine (+8,5%), seguito da Burlotto (+4,6%), Tenuta San Guido (+4,5%), Marroneto (+3,6%), Quintarelli (+3,5%), Produttori del Barbaresco (+3,2%), Ornellaia (+2,2%), Valdicava (+1,8%) e Tignanello (+1%). Liv-Ex sottolinea che il successo premia coerenza di prezzo, reperibilità e reputazione del marchio, fattori chiave per il mercato dei fine wine.
Focus - “La Top 10” e tutti i vini italiani della “Liv-Ex Power 100” 2025
1 - Cheval Blanc
2 - Tenuta San Guido
3 - Domain Leflaive
4 - Joseph Drouhin
5 - Rayas - Domaines des Tours
6 - Krug
7 - Haut-Brion
8 - Chateau d’Yquem
9 - Opus One
10 - Mouton Rotschild
11 - Gaja
17 - Ornellaia
21 - Masseto
23 - Giacomo Conterno
27 - Quintarelli Giuseppe
31 - Tignanello Antinori
37 - Comm. G.B. Burlotto
41 - Solaia Antinori
53 - Montevertine
65 - Produttori del Barbaresco
65 - Bruno Giacosa
72 - Biondi Santi
79 - Il Marroneto
81 - Giuseppe Rinaldi
87 - Roagna
91 - Soldera Case Basse
92 - Valdicava
94 - Vietti
95 - Bartolo Mascarello
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