categoria: Cultura & Paesaggi - 17 Gennaio 2026

Agriturismo toscano in salute. Ma la burocrazia frena la crescita. Lo dice Cia-Agricoltori Italiani

Veduta della campagna montalcineseSenza attività agricola, non c’è agriturismo, settore in salute ma sopraffatto dalla troppa burocrazia. Inoltre, è necessario riqualificare ed aumentare i servizi sul territorio. La Toscana (e, in particolare, i territori del vino, da Montalcino al Chianti, da Montepulciano a Bolgheri ed alla Maremma) resta leader a livello nazionale dell’agriturismo, con 5.874 strutture, in tutto il territorio regionale, di queste il 42% è a conduzione femminile, ed il 20% condotto da giovani (under 40). Un agriturismo su quattro (25%), inoltre, fattura annualmente oltre 200.000 euro, vanno meglio le aziende che riescono ad offrire più servizi e multifunzionalità. L’agriturismo rappresenta, insomma, la punta dell’iceberg della multifunzionalità e diversificazione in agricoltura. Garantendo reddito alle aziende agricole e rappresentando una attrattiva turistica importante. Ma serve una maggiore semplificazione a livello normativo e meno burocrazia. E’ emerso nell’incontro transfrontaliero organizzato nel Progetto INN -Pratica - Comunità di pratica transfrontaliera per l’innovazione in agricoltura e la transizione ecologica e digitale (programma Interreg Marittimo-IT FR-Maritime).

La Toscana va bene anche per presenze e arrivi: la permanenza media negli agriturismi toscani è di 3,8 giorni, gli stranieri sono il 61,9% degli arrivi (oltre 1 milione e 300mila di arrivi in Toscana) e il 70% delle presenze (5.1 milioni di presenze).

“Gli agriturismi mantengono - ha detto il presidente Cia Toscana, Valentino Berni - il territorio. E’ uno dei pochi settori che crea reddito in agricoltura, ma la situazione è da tenere sotto controllo e da aiutare. L’agriturismo crea interesse ma non a sufficienza ed condizionato dalla crisi dell’agricoltura. In Toscana, con oltre 5.800 strutture, siamo primi in Italia e riusciamo a creare un turismo diffuso nelle aree rurali, è un settore che dobbiamo incentivare con il ricambio generazionale, cercando di limitare la burocrazia che mette in difficoltà l’azienda. La burocrazia asfissia le nostre aziende, crea perdita di giornate di lavoro, e di reddito. I numeri di presenze stanno risalendo rispetto al periodo covid, ora è il momento di fare rete e aumentare i servizi nei territori, per rimanere competitivi rispetto ad altri territori concorrenti”.
“Le aziende agricole con attività agrituristica sono più resilienti e permangono nel tempo: quasi la metà delle imprese che nel 2010 faceva agriturismo è ancora viva nel 2020 (a fronte del 38% delle altre aziende agricole). Sono stati 3mila gli agriturismi nati in Toscana fra il 2010 e il 2020” come ha evidenziato Sara Turchetti, ricercatrice Irpet.

Agriturismo è multifunzionalità: solo un terzo degli agriturismi offre soltanto alloggio. Ancora meno frequenti le strutture con la sola ristorazione e sola degustazione. Fra la tipologia di servizi: alloggio 43,5%; ristorazione 17,8%; trekking 17,6%; corsi vari (cucina, ecc) 17,1%; degustazione 14,9%; mountain bike 14,9%; escursioni 12,8%; fattorie didattiche 12,4%; attività sportive 8,2%; equitazione 7,3%.

Degli oltre 5.800 agriturismi in Toscana, il 22,47% sono in provincia di Siena (con 1.320 agriturismi, tantissimi concentrati tra Chianti, Montalcino e Montepulciano), segue Grosseto con 1.285 (21.38%), Firenze con 894 (15.22%), Arezzo 720 (12.26%), Pisa 557, Livorno 415, Lucca 257, Pistoia 250, Massa Carrara 123, Prato con 53 strutture. Aziende agrituristiche, che aderiscono alla Cia/Agricoltori Italiani in Toscana sono 1.629, anche in questo caso comanda Siena con 506, Grosseto 430, 145 in Provincia di Arezzo.

L’agriturismo ha permesso di sviluppare l’enoturismo, l’oleoturismo, ippoturismo, e tutte quelle attività che danno reddito a molte aziende agricole delle aree interne. Oggi investire nella multifunzionalità e nel turismo rurale - ha detto Franco Masotti, presidente Turismo Verde Cia Toscana - significa affrontare due grandi sfide: contrastare lo spopolamento delle aree interne, creando opportunità di lavoro e condizioni di vita che rendano questi territori attrattivi, soprattutto i giovani. Inoltre, vanno governati i flussi turistici, riducendo la pressione sulle destinazioni già sovraccariche e valorizzando aree men conosciute ma ricche di risorse culturali, ambientali e produttive”.

“La Toscana è leader in Europa anche a livello normativo - ha detto Elisa Del Pianta della Regione Toscana - da noi vengono dalla Francia, dal Portogallo, da altri continenti a studiare l’agriturismo toscano. I punti fondamentali della normativa dell’agriturismo sono la principalità dell’attività agricola e connessione dell’attività agrituristica, immobili utilizzabili per l’agriturismo, prodotti agroalimentari utilizzabili nella somministrazione e nelle degustazioni”.

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