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5 Gennaio 2026 Decanter: Brunello Riserva 2019 Poggio di Sotto nei 10 “Wine of the Year 2025”
Montalcino si conferma simbolo indiscusso di eccellenza: il Brunello di Montalcino Riserva 2019 Poggio di Sotto, firmato dal Gruppo ColleMassari, entra nei 10 “Wine of the Year 2025” del prestigioso magazine enoico inglese “Decanter” (scelti dal “Regional Editor for Italy” James Button). Un riconoscimento che celebra non solo la qualità di un’etichetta storica, ma anche la forza di un territorio che continua a dettare standard di eleganza e longevità nel panorama enologico mondiale. Accanto a questa icona toscana e di Montalcino, il viaggio prosegue tra le grandi firme italiane: il Franciacorta Cabochon Fuoriserie No025 Brut di Monte Rossa di Emanuele Rabotti, emblema della tradizione lombarda, e il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2019 di Terlano, vertice dei bianchi altoatesini. Non manca il mito del Barolo con il Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno, né l’Amarone della Valpolicella Classico 2015 di Bertani, riferimento assoluto del Veneto. Dal Piemonte arriva anche la perla del Barbaresco, il Riserva Sorì Paitin Vecchie Vigne Serraboella 2020 di Paitin, mentre la Sardegna si fa onore con il Vermentino di Gallura Superiore 2023 di Siddùra. Tra i mostri sacri toscani spicca il Masseto 2006, gioiello di Bolgheri del Gruppo Frescobaldi, e protagonista delle aste internazionali, affiancato dal Saffredi 2022 di Fattoria Le Pupille, vino tra i più celebri della Maremma Toscana. A chiudere la selezione, l’Etna Rosso Barbagalli 2020 di Pietradolce, nato da uno dei vigneti storici del vulcano.
Montalcino si conferma simbolo indiscusso di eccellenza: il Brunello di Montalcino Riserva 2019 Poggio di Sotto, firmato dal Gruppo ColleMassari, entra nei 10 “Wine of the Year 2025” del prestigioso magazine enoico inglese “Decanter” (scelti dal “Regional Editor for Italy” James Button). Un riconoscimento che celebra non solo la qualità di un’etichetta storica, ma anche la forza di un territorio che continua a dettare standard di eleganza e longevità nel panorama enologico mondiale. Accanto a questa icona toscana e di Montalcino, il viaggio prosegue tra le grandi firme italiane: il Franciacorta Cabochon Fuoriserie No025 Brut di Monte Rossa di Emanuele Rabotti, emblema della tradizione lombarda, e il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2019 di Terlano, vertice dei bianchi altoatesini. Non manca il mito del Barolo con il Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno, né l’Amarone della Valpolicella Classico 2015 di Bertani, riferimento assoluto del Veneto. Dal Piemonte arriva anche la perla del Barbaresco, il Riserva Sorì Paitin Vecchie Vigne Serraboella 2020 di Paitin, mentre la Sardegna si fa onore con il Vermentino di Gallura Superiore 2023 di Siddùra. Tra i mostri sacri toscani spicca il Masseto 2006, gioiello di Bolgheri del Gruppo Frescobaldi, e protagonista delle aste internazionali, affiancato dal Saffredi 2022 di Fattoria Le Pupille, vino tra i più celebri della Maremma Toscana. A chiudere la selezione, l’Etna Rosso Barbagalli 2020 di Pietradolce, nato da uno dei vigneti storici del vulcano.
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