categoria: Uomini & Terra - 28 Gennaio 2026

Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli: “Io, Valentino e il Brunello”

Foto di Valentino con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona LovatelliUn legame fatto di stima, amicizia, momenti condivisi tra bellezza della vita e spensieratezza, lusso ma anche semplicità. Si potrebbe descrivere così il rapporto tra Valentino, mito della moda e del made in Italy, stilista che ha fatto la storia e lasciato un grande vuoto, e il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, uno degli ambasciatori del connubio fra vino, eleganza e stravaganza ma anche un nome che è stato importante per Montalcino e per il Brunello, una terra e un vino che ha vissuto da protagonista e che ama ancora. Fino al 1989, infatti, è stato proprietario di una delle griffe più importanti di Montalcino, Argiano, poi ceduta al conte Alberto Marone Cinzano e adesso di proprietà dell’imprenditore brasiliano André Santos Esteves. A MontalcinoNews.com, Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli, racconta qualche gustoso aneddoto, svelando anche la passione di Valentino, scomparso recentemente, per il Brunello di Montalcino, ma soprattutto per la convivialità e l’importanza della tavola come momento unico di condivisione.

Foto di Valentino con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona LovatelliIl rapporto che ho avuto con Valentino è molto antico – spiega alla MontalcinoNews Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli -. Ricordo che lui, avrà avuto 28 o 29 anni, si trasferì da Parigi a Roma per lavoro e aveva affittato l’appartamento a Palazzo Gaetani Lovatelli. Io ed i miei fratelli eravamo piccolini, ricordo la sua Rolls Royce bianca. Era gentilissimo con noi, lo vedevamo quando andavamo a scuola e lui entrava in ufficio”. Ed ecco che poi arriva Montalcino. “Siamo venuti ad Argiano, io e mio fratello Cristoforo – spiega ancora Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli a MontalcinoNews.com – ci siamo appassionati al Brunello di Montalcino. La prima annata che abbiamo prodotto, quella del 1970, è uscita nel 1974 e subito mi sono occupato, insieme al fattore, di promuoverla”.

Foto di Valentino con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona LovatelliEd ecco l’idea. “Scrissi una lettera, a penna, nel 1974, a Valentino che era sempre più famoso - continua Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli - comunicandogli che stavamo producendo Brunello e che saremmo stati fieri di fargliene omaggio. Speravamo che sarebbe diventato un nostro cliente”. E poi cosa successe? “Valentino chiamò ad Argiano, voleva parlare con me. Disse che voleva provare assolutamente il nostro Brunello di Montalcino e ne chiese dieci casse. Io e Cristoforo partimmo da Argiano con il furgone e ci recammo a Piazza Mignanelli (storica piazza nel centro di Roma, vicino a Piazza di Spagna, ndr), Valentino ci salutò, lui era una persona veramente educata. Ad Argiano non è mai venuto ma abbiamo passato tanto tempo insieme. Il suo rapporto con il vino? Beveva il bianco, il Gavi La Scolca etichetta nera, il Brunello gli è piaciuto molto. Aveva sempre tanti ospiti, il vino non mancava mai”. E poi i ricordi nello yacht, le vacanze, le amicizie. “C’erano dei riti fissi. All’una e trenta ci si ritrovava a pranzo, Valentino amava i piatti semplici, la pasta al pomodoro, le insalatone. Alle 18.30 era l’ora dell’aperitivo che era qualcosa di meraviglioso e che anticipava la cena. Giancarlo Giammetti c’era sempre. Ritrovarsi la sera e parlare, le serate con Valentino erano speciali”.

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