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20 Gennaio 2026 Il debutto a Montalcino, con Aminta, della famiglia Cecchi
La Famiglia Cecchi, una delle imprese del vino più storiche della Toscana, si ingrandisce impegnandosi in un nuovo progetto che è ormai realtà: Aminta, la tenuta che l’azienda ha acquisito a Montalcino. Acquistata nel 2018 in una delle aree più vocate di Montalcino, la proprietà si trova a Castelnuovo dell’Abate, accanto all’Abbazia di Sant’Antimo, e debutta con le sue prime due etichette. Famiglia Cecchi rafforza così il suo percorso di valorizzazione del Sangiovese nei territori d’elezione, compiendo un passo atteso ma non scontato: quello verso Montalcino.
Una scelta ponderata, definita con rispetto e consapevolezza, frutto di una lunga esperienza maturata in oltre 130 anni di storia. Fondata nel 1893 e oggi guidata da Andrea Cecchi, quarta generazione, l’azienda, che gestisce anche le tenute toscane di Villa Cerna e Villa Rosa a Castellina in Chianti, Val delle Rose in Maremma, e Alzatura a Montefalco, in Umbria, si è sempre distinta per una visione pionieristica, radicata nei valori familiari e orientata alla qualità, alla sostenibilità e al profondo rispetto territoriale.
“Con Aminta abbiamo voluto completare un percorso che da sempre ci lega al Sangiovese - ha spiegato, nei giorni scorsi, in un evento a Firenze, Andrea Cecchi, presidente e ceo della Famiglia Cecchi - ho visto le potenzialità vitivinicole di Montalcino e ho capito che per chiudere il nostro cerchio produttivo dovevamo avere un’azienda in questa zona. Questo è stato il risultato di una scelta attenta, maturata nel tempo, che ci ha portati a investire in un territorio di straordinaria complessità e prestigio”.
La Tenuta si estende per 6 ettari nell’area sud-orientale del distretto del Brunello di Montalcino. I vigneti si articolano in tre corpi distinti (Pian Bossolino, Cantina e Caselle) e godono di condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli grazie all’altitudine, all’esposizione e alla protezione naturale offerta dal Monte Amiata. La geologia dei suoli è eterogenea, con presenza di galestro, pietraforte e sabbie messiniane, elementi che contribuiscono a generare vini di grande precisione e carattere.
Nella presentazione dei nuovi vini di Aminta, Andrea Cecchi, insieme alla figlia Giulia, ha spiegato il motivo di questo nome. “Da una parte ho voluto ricordare mia madre Anita Sardelli Cecchi, scomparsa nel 2017, figura importante per l’azienda e che ha contribuito all’acquisto di questa tenuta - ha spiegato Andrea Cecchi - e, dall’altra, c’è una motivazione territoriale perché il Monte Amiata domina il paesaggio influenza in modo decisivo il microclima della tenuta”. Senza dimenticare che Aminta è una delle più famose opere di Torquato Tasso e che ai margini della tenuta verso l’Abbazia di Sant’Antimo si trova una fonte con questo nome; inoltre, c’è un’altra dedica speciale a Mamma Anita: le etichette riprendono i suoi disegni originali. Un modo anche per affermare, anche sulla bottiglia, quanto la famiglia sia importante in questo progetto.
Andrea Cecchi e la figlia Giulia hanno presentato, poi, nell’evento nei giorni scorsi a Firenze, i vini: Rosso di Montalcino Doc 2023 e Brunello di Montalcino Docg 2020 e, in anteprima, le vendemmie, rispettivamente, 2024 e 2021.
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