categoria: Cultura & Paesaggi - 24 Gennaio 2026

Virginia Woolf: Sant’Antimo, Montalcino e “tanta bellezza”

Raccolte dei diari di viaggio scritti da Virginia Woolf“Incollerò di seguito gli appunti frettolosi e saltuari che ho preso, in genere al freddo intenso e sotto la pioggia, con una coperta sulle ginocchia, per via del tempo. Il fatto di aver tratto tanta bellezza, incanto, divertimento e di aver passato momenti tanto piacevoli viaggiando sulle strade bagnate, sotto un cielo grigio, la dice lunga sul nostro stato d'animo”. Sono le parole con le quali Virginia Woolf, scrittrice, saggista e attivista britannica, particolarmente amata dalle donne, ma non solo, tra le principali figure della letteratura del Novecento - autrice di romanzi-capolavoro come “La signora Dalloway” (1925), “Al faro” (1927) e “Orlando” (1928) - trasferisce intatte sulle pagine dei suoi “Diari di viaggio” in Europa, l’atmosfera dei luoghi, visitati ad inizio Novecento con il marito Leonard, e le sensazioni ricavate negli incontri con gli abitanti del posto, e che, con il suo sguardo curioso e critico, diventano riflessioni profonde. Sono le tappe di un  “Grand Tour” in Italia, Grecia e Turchia, nel quale il 15 maggio 1933, come racconta la grande scrittrice, quando si trova nella campagna senese, arriva a Montalcino, per visitare l’antica Abbazia di Sant’Antimo, dopo aver chiesto “ad alcuni incantevoli contadini stanchi” come raggiungerla. Ecco come la descrive. Buona lettura! (bl)

 

Focus - Virginia Woolf, Montalcino e “tanta bellezza” ... Il suo “Diario di viaggio” all’Abbazia di Sant’Antimo

Lunedì 15 maggio (1933, ndr)

Raccolte dei diari di viaggio scritti da Virginia WoolfQuesto appunto dovrebbe contenere solo descrizioni - voglio dire, delle collinette verdi a punta; e dei buoi bianchi, dei pioppi e dei cipressi e del paesaggio verde brillante, simile a una scultura e infinitamente musicale, da qui fino all’Abbazia - cioè il posto dove siamo andati oggi (in riferimento all’Abbazia di Sant’Antimo, situata in un’ampia vallata a sud di Montalcino, ndr); e non riuscivamo a trovarla, e allora abbiamo chiesto, l’uno dopo l’altro, ad alcuni incantevoli contadini stanchi, ma nessuno si era allontanato più di 4 miglia dalla sua terra, finché non siamo arrivati dallo spaccapietre e lui lo sapeva. Non poteva interrompere il lavoro per accompagnarci, perché domani arriverà l’ispettore. Ed era solo, solo tutto il giorno senza nessuno con cui parlare. Esattamente come la vecchia Maria all’Abbazio [sic]. Borbottava e si mangiava le parole guidandoci all’interno dell’enorme edificio di pietra spoglio; continuava a borbottare qualcosa sugli inglesi - su quanto erano belli. Ma voi siete una Contessa? mi ha chiesto. Nemmeno a lei piaceva la campagna italiana. Paiono sempre patiti, rinsecchiti; simili a cavallette, e con i modi della gente nobile decaduta; tristi, saggi, tolleranti, spiritosi. C’era un uomo con il mulo. Ha fatto galoppare l’animale lungo la strada. Siamo i benvenuti, perché conosciamo la lingua; quando ce ne andiamo via si riuniscono e parlano di noi. Intorno a noi si assembra sempre una folla di bambini e bambine gentili e educati, ci salutano con la mano e si toccano il cappello. E nessuno degna di uno sguardo il panorama - tranne noi - agli Euganei (probabilmente è un lapsus, perché Virginia e Leonard trascorsero quella giornata nel Senese, ndr), che stasera sono bianchi come ossa: poi ci sono una o due fattorie rossastre; e isolette chiare che nuotano qua e là nel mare delle ombre - infatti era molto piovoso - poi ci sono le strisce nere dei cipressi intorno alle fattorie; come bordi di pelliccia; e i pioppi, e i ruscelli, e gli usignoli che cantano e improvvise folate di fiori d’arancio; e buoi bianchi come l’alabastro, con il mento che dondola - grandi lembi di pelle bianca che ciondolano sotto il loro naso - e un vuoto infinito, solitudine, silenzio: mai una casa nuova o un paese; ma solo vigneti e ulivi, nel luogo in cui sono da sempre. Le colline diventano di un azzurro pallido, slavate, molto nette e morbide contro il cielo; collina dopo collina”.

One thought on “Virginia Woolf: Sant’Antimo, Montalcino e “tanta bellezza”

  1. Mario vegni

    grazie per questo ottimo articolo

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