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Storia & Attualità
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9 Marzo 2026 8 marzo 2026, Montalcino risponde con il cuore... 300 persone per riflettere sulla violenza di genere
Non è stata una celebrazione, ma un momento di coscienza collettiva: è il senso profondo dell’incontro di scena, ieri, nella Chiesa di Sant’Agostino, luogo simbolo della storia cittadina, che, per l’occasione, si è trasformato in uno spazio di riflessione e di ascolto dedicato al tema della violenza di genere. A promuovere l’iniziativa è stato il Rotary Club Montalcino, che ha visto una partecipazione straordinaria: 315 persone, un numero assoluto veramente importante. La chiesa era veramente gremita: un segnale forte, che testimonia quanto il tema affrontato sia sentito dalla Comunità di Montalcino.
L’ospite d’onore è stata la dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa tra le più autorevoli voci italiane sul tema della violenza di genere, il cui intervento ha catturato l’attenzione della platea con la consueta lucidità e profondità. La Bruzzone ha ricordato come “nonostante i progressi degli ultimi decenni, le donne si trovino ancora troppo spesso in una posizione di secondo piano nella società e nel mondo del lavoro”. Ha evidenziato le difficoltà che molte donne incontrano nel conciliare carriera e maternità, un equilibrio che ancora oggi richiede sacrifici e rinunce non richieste allo stesso modo agli uomini. Ha, inoltre, sottolineato quanto l’educazione giochi un ruolo fondamentale: “già da bambini si trasmettono modelli culturali che vedono le bambine associate a pentole e lavori domestici, mentre ai maschi vengono proposti palloni, competizione e, perfino, simboli di forza”. Secondo la criminologa “è proprio da questi piccoli segnali quotidiani che nasce una visione distorta dei ruoli, che, nel tempo, può trasformarsi in disuguaglianza e mancanza di rispetto. Per questo ha ribadito l’importanza di un cambiamento culturale profondo, che parta dall’educazione e dal riconoscimento del valore e della libertà di ogni persona”.
Accanto a lei si sono susseguiti interventi di valore civile e istituzionale, come Barbara Amoroso, in rappresentanza delle Donne del Vino, l’avvocata Maria Rita Maccioni, segretario del Rotary Club Montalcino e componente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Siena, Vania Cesaretti, presidente del Centro di Ascolto Donna Chiama Donna, realtà impegnata quotidianamente nel supporto alle donne vittime di violenza. Particolarmente significativa anche la presenza delle istituzioni locali: dal Consorzio del Brunello di Montalcino (Giacomo Bartolommei e Andrea Cortonesi) al dg della Provincia di Siena Marco Ceccanti, dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Montalcino Giuseppe Lauretti al Comandante del Nucleo Comando della Compagnia dei Carabinieri Valentino Ascenzi, dal Governatore della Misericordia di Montalcino Remo Grassi ai rappresentanti dei Quartieri di Montalcino, e tantissime associazioni del territorio e diversi Club service, tra cui Soroptimist e Inner Wheel di Siena ed il Governatore del Rotary International Giorgio Odello.
Il Comune di Montalcino, rappresentato dal Sindaco Franceschelli, ha condiviso con il Rotary un impegno concreto: “la riapertura dello sportello di ascolto per le donne, un servizio che, da anni, risultava inattivo e che tornerà presto - si legge in una nota - ad essere operativo per offrire supporto e orientamento a chi si trova in situazioni di difficoltà”.
Nel suo intervento, il presidente Antonio Iodice del Rotary Club Montalcino ha voluto spiegare il significato della giornata con parole chiare: “quest’oggi non abbiamo voluto celebrare la Festa della Donna. Non abbiamo organizzato un evento per sentirci migliori. Abbiamo scelto una strada diversa: ascoltare, guardare in faccia ciò che spesso si preferisce ignorare”. Un messaggio che ha attraversato tutta la giornata e ha trasformato l’incontro in un momento di riflessione collettiva, capace di coinvolgere generazioni diverse: giovani, genitori, figli, uomini e donne uniti dalla volontà di comprendere e costruire una cultura del rispetto. “Non c’è nulla da festeggiare finché esiste anche una sola donna che ha paura”, è stato ricordato nell’incontro, sottolineando come “la vera sfida sia quella di trasformare il rispetto da slogan a normalità quotidiana”.
La partecipazione straordinaria a Montalcino ha rappresentato “anche un segnale importante per la vita civica della città, dove sempre più spesso il Rotary Club Montalcino si sta affermando - si legge in una nota - come punto di riferimento per iniziative di valore sociale e culturale, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini in progetti che guardano al bene della Comunità. E, forse, il risultato più significativo della giornata voluta dal Rotary Club Montalcino è proprio questo: aver dimostrato che anche in una piccola Comunità, in una domenica di pioggia e freddo, centinaia di persone possono scegliere di fermarsi ad ascoltare, riflettere e costruire, insieme, una cultura diversa. Perché, come è stato ricordato nel passaggio conclusivo dell’incontro, “le feste finiscono a mezzanotte, le responsabilità no”.
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