categoria: News & Wine - 4 Marzo 2026

Liv-Ex: fine wines, segnali positivi ad inizio 2026. Di Montalcino c’è solo Soldera

Liv-Ex: rialzo dei Fine Wines a inizio 2026. Per Montalcino c\'è SolderaIn una fase di mercato (e geopolitica) così complessa, per il vino e non solo, sarebbe fuori luogo “suonare squilli di tromba” e annunciare che il trend negativo si è invertito. Ma guardando almeno al mercato secondario dei fine wines monitorato dalla piattaforma inglese Liv-Ex, nella nicchia ristretta dei vini più celebri e ricercati dai collezionisti del mondo, dopo i primi segnali positivi di fine 2025, anche il 2026 si è aperto all’insegna di una maggiore fiducia, con tutti gli indici principali aggiornati - e analizzati da uno dei siti di riferimento italiani all’interno del settore, WineNews - che sono tornati a crescere, seppur di poco. Così, da inizio anno, segna +0,6% il Liv-Ex 100, indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Antinori, e, da Montalcino, il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse. Italia che è protagonista di questa crescita, con ben 4 etichette tra le prime 10 per aumento in questo primo bimestre, nell’indice e, tra queste, c’è proprio, dal territorio del Brunello, il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse, al +12% (ma anche altre italiane: dal +7,8% del Masseto 2022 al +6,3% di Solaia 2021, fino alla migliore performance, segnata dal Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno, al +21% in due mesi).
Le performance registrate dalla piattaforma Liv-ExDate le difficoltà conclamate del mercato del vino in generale, legate, come abbiamo raccontato spesso, a difficoltà economiche generalizzate, salutismo dilagante e ad un contesto geopolitico ogni giorno più cupo, sono segnali che riguardano una piccolissima nicchia di etichette, e che come tali vanno presi, senza eccessivi entusiasmi. Ma sono, comunque, piccoli segnali positivi da tenere in considerazione. Secondo Tom Burchfield, responsabile Market Intelligence Liv-Ex, già da fine gennaio è apparso chiaro che “le prospettive all’inizio del 2026 sono decisamente più positive. La domanda europea si sta rafforzando, il sentiment in Asia è migliorato e, sebbene gli acquisti nel Regno Unito e negli Stati Uniti rimangano cauti, nel complesso il mercato sembra entrare in una fase di ripresa”. Al netto di scenari macroeconomici e geopolitici che, come vediamo anche in questi giorni, possono cambiare radicalmente, di ora in ora.

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