categoria: Cultura & Paesaggi - 7 Marzo 2026

Strade Bianche 2026: vincono Pogacar e Chabbey 

Collezione di immagini da Strade Bianche 2026E’ Tadej Pogacar a trionfare nelle Strade Bianche n. 20, alzando le braccia al cielo all’arrivo di Piazza del Campo. Una gara esaltante, che, come ogni anno, è transitata anche per la Val d’Orcia e per Montalcino, mettendo in mostra, a livello internazionale, tutte le bellezze del territorio del Brunello. Il fuoriclasse sloveno, già Campione del Mondo e vincitore del Tour de France 2025, si aggiudica, così, per la quarta volta, la “classica del Nord più a Sud d’Europa”, scrivendo un nuovo record nella sua incredibile carriera. Tadej Pogacar ha dominato la gara, staccando tutti gli altri ciclisti quando mancavano più di 50 km all’arrivo e poi ha mantenuto un netto vantaggio su tutti gli inseguitori per il resto della gara, fino all’ingresso a Siena, alla salita di Fontebranda e al trionfo finale. 

Isaac Del Toro (terzo classificato) dietro a Paul Seixas (secondo calssificato)Nella gara femminile ha vinto, a sorpresa, la ciclista svizzera Elise Chabbey, nome che, alla vigilia, nessuno avrebbe indicato tra le possibili vincitrici. Quarto posto per l’italiana Elisa Longo Borghini. Strade Bianche 2026 è stata un grande successo di pubblico, sia con la presenza di tanti appassionati e turisti in tutta la provincia di Siena, sia con milioni di telespettatori incollati davanti al televisore. Uno spettacolo che, ancora una volta, ha acceso i riflettori sui meravigliosi paesaggi della Val d’Orcia e di Montalcino, che si conferma custode di un’eleganza senza tempo, tra i vigneti del Brunello e le strade sterrate, che, con la loro polvere bianca, che si solleva dopo ogni pedalata, e che regala ancora più magia a uno degli sport più nobili del mondo. 

Il podio di Strade Bianche n. 20 (Pogacar, Seixas e Del Toro)Un evento che si conferma, quindi, molto prezioso per Montalcino e per il territorio del Brunello. Un territorio quello di Montalcino che, prima di altri, e in tempi non sospetti, del resto, ha capito l’importanza ed il valore delle strade a sterro come valore per un ciclismo fatto di gesta eroiche e del ciclismo come promozione della bellezza e della natura del territorio plasmato sempre dall’opera dell’uomo.

 

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