categoria: News & Wine - 1 Aprile 2026

Angelini Wines & Estates (a Montalcino con Valdisuga), in maggioranza, nella Caprai

Arnaldo Caprai, la cantina che ha recuperato e rilanciato il Sagrantino di Montefalco nel mondoInizia un nuovo corso per la Arnaldo Caprai, la cantina guidata da Marco Caprai che, grazie a ricerche scientifiche ed investimenti culturali, ha recuperato e rilanciato il Sagrantino di Montefalco nel mondo, ridando vita ad un intero territorio: il Gruppo Angelini Wines & Estates (con proprietà a Montalcino, Val di Suga), guidato dal Ceo Alberto Lusini, ha acquisito la maggioranza dell’azienda umbra, rilevando le quote detenute da una parte della famiglia Caprai non coinvolta nell’attività vinicola e dal fondo Orlean. Marco Caprai, che ha creato e guidato la cantina, vede la sua quota societaria salire dal 25,5% al 35%, e continua a ricoprire il suo ruolo in azienda. Si compie così il passaggio generazionale che, grazie alla solidità e alla visione del gruppo Angelini, garantirà un grande futuro all’azienda e all’intero territorio del Sagrantino di Montefalco.
Marco Caprai, alla guida della cantina Arnaldo CapraiL’operazione, arriva in un momento di grande fermento per il settore e rappresenta un segnale di forte ottimismo in vista del Vinitaly 2026: un grande gruppo imprenditoriale come Angelini torna ad investire, con convinzione nel vino italiano, scegliendo in particolare l’eccellenza assoluta rappresentata dal Sagrantino di Montefalco. Con il gruppo vinicolo della famiglia Angelini, dunque, che alle sue già prestigiose tenute (da Bertani in Valpolicella a Val di Suga a Montalcino, da Tenuta Trerose a Montepulciano, a San Leonino, nel Chianti Classico, tutte in Toscana, dalla friulana Puiatti alla marchigiana Fazi Battaglia, per oltre 460 ettari vitati ed un bilancio 2024 con ricavi per 30 milioni di euro, ndr), aggiunge anche la perla del Sagrantino di Montefalco, che conta oggi su oltre 150 ettari vitati. E che, grazie agli investimenti voluti e guidati da Marco Caprai, ha guardato ben oltre i confini aziendali, tra ricerche scientifiche in collaborazione con tanti Istituti (tra tutti quella con l’Università di Milano, guidata dal professor Leonardo Valenti, già dal 1989, sulle potenzialità qualitative del vitigno Sagrantino, fino ad allora prodotto sostanzialmente in versione passita, creando anche il vigneto “Cobra”, che è la più ricca banca dati al mondo sul Sagrantino) e progetti culturali e di territorio (come, per citarne una, il restauro degli affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli a Montefalco, nel duecentesco Monastero delle Suore di Santa Chiara, dove erano custodite le antiche piante di Sagrantino, da cui nasceva il vino da messa di San Francesco, e di cui gli stessi affreschi sono una delle più preziose e storiche testimonianze).

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