categoria: News & Wine - 24 Aprile 2026

“Barometro iDealwine” 2025: Montalcino al top con Soldera, Biondi-Santi e Stella di Campalto

Soldera Case Basse, Biondi-Santi e Stella di Campalto Il mercato delle aste di vini pregiati continua a crescere anche nel 2025. Almeno secondo il Barometro annuale di iDealwine, leader mondiale delle aste di vini online e prima casa d’aste in Francia per la vendita all’incanto di vini e distillati di prestigio, che ha pubblicato il suo report annuale contenente un’analisi dettagliata sul mercato dei fine wines e sulle loro principali tendenze all’asta.
Nel 2025 iDealwine ha venduto oltre 300.000 bottiglie segnando il +18,5% a volume e il +9% a valore per un totale di 42,4 milioni di euro, con l’unico dato in flessione che riguarda il prezzo medio della bottiglia: 137 euro (-8%). La griffe più scambiata è stata Domaine de la Romanée-Conti, icona della Borgogna. Per l’Italia - i cui fine wines nel 2025 hanno rappresentato il 51% dei vini non francesi venduti all’asta, con oltre 10.000 bottiglie aggiudicate (+33%), un valore totale che sfiora 1 milione di euro (+37%) e con un prezzo medio di 96 euro (+2%) - la bottiglia record è stata un Sassicaia 1985 di Tenuta San Guido, aggiudicato a 2.629 euro. Su una dimensione globale, è la Borgogna la regione vinicola più scambiata in valore, ma non in volume, dove il primato spetta di Bordeaux. Il podio resta, comunque, invariato sul 2024 con il Rodano sul terzo gradino sia in valore che volume. La Champagne è quarta in valore.
Aprendo la finestra sull’Italia, per la quale, a dominare le classifiche, sono stati i rossi (95% dei volumi e 97% del valore totale scambiato) e vecchie annate (nel 2025 il 41% delle bottiglie aggiudicate aveva più di 20 anni e il 24% si colloca nella fascia tra il 2006 e il 2015): il che conferma, secondo iDealwine, quanto i collezionisti siano consapevoli delle capacità di invecchiamento dei grandi vini italiani.
Nell’Italia, dove a performare meglio sono rossi e annate mature non sorprende, dunque, che, ancora una volta, siano Piemonte e Toscana le regioni tricolore più scambiate. Nella classifica delle tenute più quotate, nel 2025, si concentra il 55% del valore totale scambiato e ben 14 posizioni su 20 sono occupate da produttori piemontesi, con in cima Giovan Battista Burlotto, seguito da Giacomo Conterno, Giuseppe Rinaldi, Bartolo Mascarello, Angelo Gaja e Roberto Voerzio. Eppure, nella top 20 dei vini più ricercati, è la Toscana a farla da protagonista, con il mito di Bolgheri, il Sassicaia di Tenuta San Guido, a brillare, ma anche il Brunello di Montalcino con Soldera, Biondi-Santi e Stella di Campalto, l’Ornellaia di Tenute dell’Ornellaia (Gruppo Frescobaldi) e l’Igt Toscana di Montevertine. Mentre torna in classifica tra i top 20 produttori italiani, Emidio Pepe, vignaiolo-simbolo d’Abruzzo, in una lista che vede anche vignerons del calibro di Quintarelli e Bertani per la Valpolicella e Frank Cornellissen riferimento per l’Etna.

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