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2 Aprile 2026 “La Voce di Biondi-Santi” n. 5: “continuità attraverso le “Generazioni”, una parola per guardare al futuro forti della storia”
Con la primavera Biondi-Santi presenta sul mercato le nuove annate della sua gamma: un affascinante Rosso di Montalcino 2023, il Brunello di Montalcino 2020, di grande classicità e il Brunello di Montalcino Riserva 2019, profondo e vibrante. Inoltre, dalla cantina storica, è stata rilasciata anche la preziosa annata 1983 della Riserva. E il debutto delle nuove annate è accompagnato dal progetto culturale “La Voce di Biondi-Santi” n. 5, che quest’anno si sviluppa intorno alla parola-chiave “Generazioni” e si avvale dei talenti della scuola di scrittura Holden di Torino, invitati a interpretare l’emozione di Tenuta Greppo attraverso il linguaggio della letteratura e lo strumento della voce. Un gesto di mecenatismo contemporaneo che ha dato vita a cinque racconti disponibili nel podcast La Voce di Biondi-Santi fruibile anche tramite QR code posizionati sul collo delle bottiglie di Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Riserva. Inoltre nel podcast il ceo Giampiero Bertolini e l’enologo Federico Radi, raccontano personalmente anche i dettagli delle vendemmie e dei vini presentati nel 2026.
“Per Biondi-Santi le generazioni sono fondamentali” afferma Giampiero Bertolini, ceo dell’azienda dal 2018. “Dal capostipite Clemente Santi, al quale si deve il nome Brunello, a Ferruccio Biondi-Santi che, a fine Ottocento, iniziò a produrre vino con un’idea pionieristica di qualità e longevità. Da Tancredi, cui dobbiamo la famosa Riserva 1955 e la conservazione del caveau storico della tenuta, al dottor Franco, il “gentleman del Brunello”, che introdusse tecniche innovative in cantina e realizzò una delle prime selezioni clonali di Sangiovese, battezzando il clone BBS11: Brunello Biondi-Santi 11. Queste generazioni hanno costruito e tramandato valori inalterabili, che oggi ci consentono di guardare al futuro forti delle radici profonde della nostra storia”. Questa progressione, così come questa coerenza, si riflette nel carattere dei vini Biondi-Santi: nella loro freschezza, nei vigneti iconici e nei gesti distintivi che, al Greppo, definiscono il lavoro quotidiano in vigna e in cantina. È una trasmissione di conoscenza e sensibilità che scorre nel tempo, si rinnova e si rafforza a ogni passaggio generazionale. “Per questo abbiamo scelto la parola “Generazioni” per la quinta edizione de “La Voce di Biondi-Santi” - prosegue Giampiero Bertolini - “e per questo sentiamo il dovere di trasmettere la nostra passione ai giovani”. Nel 2026 Il progetto culturale dell’azienda si avvale dei talenti della Scuola di scrittura Holden di Torino, invitati a interpretare l’emozione di Tenuta Greppo attraverso il linguaggio della letteratura e lo strumento della voce. Un gesto di mecenatismo contemporaneo che ha dato vita, nel “salotto letterario virtuale” della Tenuta, a cinque racconti oggi disponibili nel podcast La Voce di Biondi-Santi.
Le nuove annate
Sulle nuove annate, Federico Radi, direttore tecnico della Tenuta Greppo, spiega che la parola “Generazioni” richiama anche un concetto profondamente legato alla natura: “evoca rinnovamento ed è un ponte tra differenze, perché ogni generazione, così come ogni annata, è unica” spiega. “Ciò che resta centrale in Biondi-Santi è la continuità stilistica e qualitativa: vogliamo portare nel bicchiere la storia dell'annata insieme a quella della Tenuta. La selezione massale in atto ci consente di preservare il Dna di Biondi-Santi, custodendo il patrimonio genetico da cui tutto ha avuto origine”. Il Rosso di Montalcino è la porta d’ingresso nel mondo di Biondi-Santi. È un Sangiovese giovane, di grande charme, capace di raccontare tutta l’emozione della Tenuta. La 2023 è stata un’annata di grandi sfide agronomiche, caratterizzata da significative variazioni di temperatura e da piogge irregolari. Nonostante ciò, ha dato vita a un Rosso autentico e raffinato, che interpreta il Sangiovese di Montalcino con immediatezza e stile, senza rinunciare a profondità e identità. Il Brunello di Montalcino 2020 è un vino di grande classicità, che esprime fin da subito la sua finezza. Nasce da un'annata luminosa e soleggiata, con uve di qualità straordinaria. L’anno è iniziato con un inverno mite e una primavera fresca, scandita da importanti escursioni termiche e persino da una nevicata. Dopo un giugno piovoso, che ha permesso di accumulare buone riserve idriche, l’estate è stata calda e asciutta. La costante escursione termica tra giorno e notte ha sostenuto il naturale equilibrio delle viti e contribuito allo sviluppo di un profilo aromatico intenso e definito. Piogge ristoratrici a fine agosto hanno portato una maturazione perfetta, in tempo per l’inizio della vendemmia, il 9 settembre. “Nel sorso si avverte la leggiadria del tannino e l'acidità: due elementi che qui si fondono, permettendo al vino di distendersi a lungo sul palato. È un vino di riflessione” conclude Federico Radi “che si rivela nel tempo”. Il Brunello di Montalcino Riserva 2019, edizione n. 44, è un vino profondo, nato sotto il segno di grandi aspettative. Non solo perché è una Riserva Biondi-Santi, ma anche - come sottolinea il direttore tecnico - “perché è il frutto di una delle più belle annate che abbia visto nella mia carriera: tutto è andato estremamente bene. Piogge ben distribuite, calore equilibrato, uve perfette. Il vino rappresenta tutta questa armonia.” La raccolta è iniziata il 14 settembre. Al palato la Riserva 2019 è precisa, tesa. La vibrante freschezza accompagna tannini finissimi e ben integrati. La materia è raffinata, mai eccessiva, e il finale è lungo, pulito, coerente, con una persistenza che parla di territorio e di tempo.
Il rilascio de La Storica 1983
Ogni anno Biondi-Santi seleziona una Riserva da La Storica e la rilascia sul mercato in quantità molto limitate. Il Brunello di Montalcino Riserva La Storica 1983 è un vino di straordinaria compostezza, dai tannini setosi che accompagnano un finale lungo, sapido e coerente, di grande eleganza e persistenza. Testimonia la capacità unica di Biondi-Santi di attraversare il tempo con grazia, offrendo oggi un’espressione profonda, silenziosa e autentica di ciò che rappresenta un Brunello storico.
La voce di Biondi Santi
Il progetto culturale La Voce di Biondi-Santi nasce nel 2022 e, ogni anno, si sviluppa attorno una parola-chiave che interpreta e racconta l’universo Biondi-Santi. La parola scelta diventa il filo conduttore di un dialogo che accompagna i wine lovers nel backstage dei vini, attraverso le voci di Giampiero Bertolini e Federico Radi. Nello stesso spazio virtuale gli appassionati trovano anche testimonianze dei key opinion leader di settore. Inoltre, ogni anno la parola-chiave ispira opere letterarie inedite, firmate da autori italiani e internazionali e presentate in forma di audiolibro. Le parole scelte nelle precedenti edizioni sono state: Equilibrio (2022), Meraviglia (2023), Rispetto (2024) ed Eleganza (2025). Per il 2026 la parola è Generazioni e partner letterario è la Scuola Holden di Torino. Cinque studenti sono stati invitati in azienda, per vivere l’esperienza di Tenuta Greppo e dare vita a cinque racconti originali ed emozionanti. Tutti i contenuti de La Voce di Biondi-Santi sono disponibili sul sito biondisanti.it e raccolti in un WebApp dedicata, fruibile anche tramite gli speciali QR code presenti sul collo delle bottiglie di Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Riserva.
Brunello & Biondi Santi
Risale, a metà dell’Ottocento, la prima menzione della parola Brunello quando Clemente Santi vince una medaglia enologica per un suo “vino scelto”, prodotto interamente con Sangiovese nella sua tenuta a Montalcino. Nel 1888 suo nipote Ferruccio Biondi Santi produce il primo vino chiamato ufficialmente Brunello di Montalcino. Da allora il nome Biondi-Santi è sinonimo di eccellenza tra gli esponenti più celebri nel mondo del Made in Italy, amato sia dai collezionisti che dai più esigenti critici enologici. Nel 2017 l’acquisizione di Biondi-Santi da parte di Christofer Descours ha aperto un nuovo capitolo di sviluppo aziendale, con importanti progetti di studio e investimenti in vigna così come in cantina, volti a evolvere ulteriormente il senso d’eccellenza che, da sempre, caratterizza il nome Biondi-Santi.
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