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9 Aprile 2026 Montalcino a tutto Vinitaly 2026. Con l'ouverture di “Opera Wine” (11 aprile) dove il Brunello è al top
Montalcino è “pronto” per il Vinitaly 2026 a Verona (dal 12 al 15 aprile) e, con i suoi grandi nomi, è uno dei territori più rappresentati nell’evento dell’evento, ovvero Opera Wine, realizzata da Veronafiere, con la rivista Usa Wine Spectator: da Argiano ad Altesino, da Antinori (che a Montalcino possiede Pian delle Vigne) a Canalicchio di Sopra, da Casanova di Neri a Banfi, da Famiglia Cotarella (con Le Macioche) a Marchesi Frescobaldi (che a Montalcino è proprietaria di Castelgiocondo), da Biondi Santi (anche con Isole e Olena) a Caprili, da Bertani (che a Montalcino possiede Valdisuga) a Carpineto, da Castello Romitorio a Eredi Fuligni, da Siro Pacenti a Valdicava, da Il Poggione a Grattamacco (che possiede Poggio di Sotto ), da San Filippo a Le Chiuse, da Podere Salicutti a Poggio al Tesoro (proprietà di Marilisa Allegrini, che, a Montalcino, ha San Polo); ben 22 cantine produttrici di Brunello (o comunque con proprietà in Montalcino) in prima fila ad OperaWine 2026, la grande degustazione, che, come da tradizione, è l’ouverture - 11 aprile - a Vinitaly 2026, firmata dal magazine Usa “Wine Spectator”, in primis con le sue firme da Bruce Sanderson e Alison Napjus.
“OperaWine è un evento simbolo e rappresenta la nostra unica degustazione internazionale - ha dichiarato, di recente, Alison Napjus - e per me e per Bruce Sanderson, senior editor, le cantine protagoniste a Verona sono sempre fonte di ispirazione ed esplorazione dei vini italiani, selezionati nei nostri blind tasting. Per l’anno prossimo - ha proseguito - abbiamo ampliato la rappresentatività dell’eccellenza qualitativa del vino italiano, introducendo, solo per il 2026, le “New Voices”, con l’obiettivo di individuare nuove categorie tematiche per le successive edizioni; ringraziamo Veronafiere-Vinitaly per la fiducia accordata a Wine Spectator. Da parte nostra, siamo felici di poter mettere in luce questi produttori straordinari nell’evento a Verona e di presentarli ai 3,5 milioni di lettori della nostra rivista in tutto il mondo”.
Spigolando poi tra eventi e personaggi del vino, poli tematici, c’è da segnalare il 13 aprile il Forum su “Enoturismo in Italia, valore della prossimità. Il viaggio verso le cantine: la vera sfida dell’enoturismo” (Palaexpo, Sala Vivaldi, piano -1) del Movimento Turismo del Vino, con la nuova indagine realizzata da Ceseo by Mtv (Centro studi enoturismo e oleoturismo dell’Università Lumsa), dove ci sarà Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Mtv; poi il Consorzio del vino Brunello di Montalcino propone il 14 aprile “Illustrious Legacy: Brunello di Montalcino Riserva e personalità delle annate” (Sala C Piano 1 Padiglione 10, ore 15.30), la masterclass condotta da Gabriele Gorelli dedicata al Brunello Riserva di dieci aziende (Il Poggione, Mastrojanni, Col d’Orcia, La Magia, Fattoria dei Barbi, Camigliano, La Gerla, Le Chiuse, San Polo e Altesino), con una selezione di annate dal 1985 al 2020 che attraversano e raccontano la storia della denominazione; il 13 aprile, in degustazione-incontri con Alojz Felix Jermann, aziende simbolo del vino italiano, c’è da segnalare il conte Francesco Marone Cinzano; il 12 aprile tra gli appuntamenti più attesi il Grand Tasting e sarà il Master of Wine Gabriele Gorelli, montalcinese doc, alla conduzione di “The Reason Whyte” (13 aprile ore 11, Sala Tulipano - Palaexpo, piano -1). Sempre il 12 aprile, tante cantine di Montalcino protagoniste alla guida enologica di Daniele Cernilli, The DoctorWine Selection (Padiglione 10 stand A2-B2), e poi ancora il Gambero Rosso, con il walk around tasting dei suoi Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 (ore 11.30 - ore 16.30, Sala Argento, Palaexpo Piano -1); e poi Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e autore con James Suckling de “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia”, punterà i riflettori sulle “Cantine top e i vini dell’enoturismo” (ore 16.30, Sala Iris - Palaexpo piano -1), con tante cantine sempre di Montalcino presenti.
A “Vinitaly in The City”, invece, protagonista sarà l’enologo (che a Montalcino ha il suo laboratorio e la sua residenza) Roberto Cipresso che l’11 aprile, ore 17, nel cuore di Verona dialogherà con Marco Pozzali sul suo ultimo libro “199 vini straordinari. Un viaggio alla ricerca della bellezza” (Edizioni Gribaudo) firmato appunto dal famoso enologo.
Dulcis in fundo, ci sarà anche Winenews, con il direttore Alessandro Regoli, nella giuria di Vinitaly Design Award, il premio Veronafiere che valorizza il packaging come strumento strategico per raccontare identità, qualità e valore dei brand nel mondo wine & spirits. La giuria - guidata da Michelangelo Pistoletto, figura di spicco dell’arte contemporanea internazionale - avrà ora il compito di definire i vincitori tra i 284 i progetti iscritti (che saranno premiati sabato 11 aprile in una serata di gala al Teatro Ristori di Verona).
Inoltre il lunedì di Vinitaly (13 aprile) il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, sarà presente ai due incontri con l’Eurodeputato Dario Nardella, Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, nel giorno n. 2 di Vinitaly 2026, lunedì 13 aprile: per un caffè, la mattina alle 9, nella saletta privata del Consorzio Chianti Classico, per discutere insieme dell’idea di organizzare un evento a Bruxelles sui principali Consorzi del Vino toscani. Saranno presenti con Bartolommei, Giovanni Manetti (Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico), Cinzia Merli (presidente del Consorzio Doc Bolgheri) e Andrea Rossi (presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano). E nel pomeriggio, sempre lunedì 13 aprile, alle ore 15.15 intervento in qualità di relatore al convegno organizzato dall’On. Nardella dal titolo “Dai vigneti all’Europa: l’approvazione del nuovo Pacchetto Vino e il futuro del settore” presso lo stand della Regione Toscana insieme agli altri Presidenti dei Consorzi. E, anche il Rosso di Montalcino, avrà momenti di attenzione, dentro e “fuori Vinitaly” 2026, tra masterclass (in fiera) e unione con la cucina di Verona in città: dalla Masterclass “Indipendenza di un vino contemporaneo” dedicata al Rosso di Montalcino, a cura del Consorzio del Brunello, nei suoi spazi a Vinitaly, con Francesco Saverio Russo, divulgatore enoico e formatore, lunedì 13 aprile alle 10 (dedicato ad operatori e stampa), per valorizzare la doc Sangiovese 100% della variegata terra montalcinese, al “fuori Vinitaly” del Rosso di Montalcino, protagonista, con 15 cantine (da Altesino ad Argiano, da Caparzo a Palazzo, Sesta di Sopra, Donna Olga, Sanlorenzo, Tiezzi ecc..), di una serata (14 aprile), a Verona, al Due Torri Hotel cinque stelle lusso, che si unirà alla cucina veronese, un incontro tra territori d’eccellenza, dove il prestigio dei grandi vini toscani dialoga con i sapori autentici della tradizione veronese come la soppressa veneta, crudo di montagna e pancetta stufata e pressata (insieme a formaggi del territorio come il Monte Veronese e il caprino della Lessinia), il risotto all’Amarone e brasato al Valpolicella con polenta morbida. La formula della serata prevede degustazioni illimitate, cena e festa finale al costo di 45€, con pagamento direttamente all’ingresso. I posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione anticipata, contattando l’organizzazione via email all’indirizzo info@godsavethewine.com oppure al numero 392 9819724 (è prevista conferma scritta). Per ulteriori informazioni è possibile contattare anche il numero 055 212911.
“Premi Vinitaly 2026” & Montalcino: Lamberto Frescobaldi, Folonari e Attilio Scienza
Attilio Scienza, Lamberto Frescobaldi e Giovanni FolonariIl premio “Vinitaly International Award” a Lamberto Frescobaldi, alla guida di una delle realtà più prestigiose del vino italiano, la Marchesi Frescobaldi (e quindi anche Tenuta Luce e Castelgiocondo a Montalcino); il “Premio alla Carriera” ad un decano della ricerca e della divulgazione della cultura del vino italiano come il professor Attilio Scienza (presidente della Scuola di Alta Formazione sul Sangiovese, organizzata con Fondazione Banfi); il “Premio Vinitaly Territory Ambassador” ad una delle realtà più importanti del vino di Toscana (ed in particolare del Chianti Classico, ma anche a Montalcino e Bolgheri, ndr) come Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. Ecco i tre premi Vinitaly 2026 - annunciati oggi e che saranno consegnati in diversi momenti a Vinitaly 2026 (12-15 aprile, Verona) - che hanno a che fare anche con il territorio di Montalcino. Premi, quelli di Vinitaly, dedicati a personalità e realtà che hanno contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura vitivinicola italiana nel mondo, consolidando e rafforzando al contempo il posizionamento e l’attrattività del vino tricolore sui mercati internazionali.
Focus - Le motivazioni ufficiali dei tre Premi Vinitaly 2026, che interessano anche il territorio di Montalcino
Vinitaly International Award Italia: Lamberto Frescobaldi, Marchesi Frescobaldi
“Tra i principali produttori di vino italiani, Marchesi Frescobaldi è una griffe iconica conosciuta in tutto il mondo, che incarna i valori più autentici del Made in Italy (con aziende anche nel territorio di Montalcino: Tenuta Luce e Castelgiocondo, ndr). Con oltre settecento anni di storia e più di trenta generazioni, la famiglia ha sempre unito la passione per la terra con quella per la cultura. Uno stile identitario che, sotto la guida di Lamberto Frescobaldi, continua a rinnovarsi anche attraverso progetti come “Artisti per Frescobaldi” e “Frescobaldi per Gorgona”, dedicato al recupero dei detenuti nell’unica isola-penitenziario attiva in Europa. Un impegno che si estende all’intero settore e che nel 2022 lo ha portato alla presidenza di Unione Italiana Vini, l’associazione che riunisce oltre 900 aziende, espressione di più del 50% del fatturato del vino italiano e dell’85% del suo export. In questo ruolo Lamberto Frescobaldi esprime una leadership pragmatica e lungimirante, capace di orientare il comparto vinicolo italiano in uno scenario geopolitico complesso, indirizzandolo verso orizzonti di crescita”.
Vinitaly Premio alla Carriera - Attilio Scienza
Introdotto nel 2025, è il riconoscimento assegnato a quelle personalità che hanno dato un contributo fondamentale al settore enologico italiano. Il premio esalta l’impegno, la valorizzazione dei vitigni autoctoni e l’impatto professionale nel mondo del vino. “Figura centrale nella storia del vino italiano, accademico di fama internazionale, genetista della vite, agronomo e narratore dell’antropologia del vino, Attilio Scienza ha aperto nuovi orizzonti nello studio, nella comprensione del vino come espressione culturale e nella formazione contribuendo a definire concetti chiave come terroir, identità e tradizione. Dal 2018 Chief Scientist della Vinitaly International Academy, continua a ispirare produttori, studenti e appassionati, traducendo il sapere scientifico in narrazione capace di nobilitare la viticoltura italiana, rafforzando il posizionamento del vino italiano nel panorama scientifico e culturale globale e aprendo nuove prospettive sul legame tra scienza, cultura e storytelling enologico”. Il professor Attilio Scienza è anche il presidente di Sanguis Jovis, che in estate a Montalcino, grazie anche alla Fondazione Banfi (con la quale il professor Scienza negli Anni Ottanta del Novecento, con l’allora ad Banfi Ezio Rivella, ha creato un vigneto sperimentale di cloni di Sangiovese di 40 ettari, ndr), organizza la Summer School Sanguis Jovis, ormai immancabile appuntamento del progetto di formazione dell’Alta Scuola del Sangiovese (edizione n. 9, nel 2026, dal tema quanto mai attuale e ricco di significati: “Artificiale”.
Premio Vinitaly Territory Ambassador - Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute
“Ambrogio e Giovanni Folonari incarnano una visione autentica e profonda del Made in Italy: con la realizzazione dei relais di charme Il Borgo del Cabreo e La Pietra del Cabreo e del ristorante La Pietra a Greve in Chianti, hanno saputo trasformare un sogno in realtà, rispettando il territorio e valorizzandone ogni sfumatura. Attraverso l’impiego di maestranze locali e materiali a km 0, hanno dato vita a un progetto che non è solo ospitalità, ma espressione concreta di identità, tradizione e sostenibilità. La loro opera dimostra che innovare non significa dimenticare le proprie radici, ma esaltarle con passione e responsabilità. È proprio questo equilibrio tra eccellenza, rispetto e autenticità a rappresentare i migliori valori del Made in Italy: un modello ispirante, capace di coniugare bellezza, etica e visione per il futuro”. Della Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute fa parte anche la Tenuta La Fuga nel territorio di Montalcino.
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