categoria: Uomini & Terra - 26 Aprile 2026

Montalcino e il ricordo della “scrittrice-giardiniera” Pia Pera

Pia Pera, la “scrittrice-giardiniera”A dieci anni dalla scomparsa di Pia Pera, l’Associazione weTree (fondata da Ilaria Borletti Buitoni, che promuove attraverso l’impegno femminile l’idea di un nuovo sviluppo nei contesti urbani basato sull’aumento degli spazi verdi), le case editrici Ponte alle Grazie e Salani, la rivista Gardenia (con Emanuela Rosa-Clot) e l’Associazione Pia Pera Orti di Pace hanno dedicato alla scrittrice tanti eventi culturali (incontri, convegni, riflessioni e letture) in diverse città italiane, da Milano a Lucca.
Ne hanno scritto tutti i giornali, della scrittrice, traduttrice, giardiniera Pia Pera, definita “una delle voci più originali della letteratura italiana contemporanea”, a dieci anni dalla sua prematura scomparsa. E lo hanno fatto nelle più belle pagine della cultura italiana, parlando di orti, soprattutto di Orti di Pace, l’associazione che ha creato e che ne porta avanti l’eredità, a partire dal suo dove trattava di orti e giardini didattici nelle scuole e negli spazi pubblici. Come del resto l’hanno ricordata tanti intellettuali, sugli inserti culturali de “La Lettura - Corriere della Sera” e del “Domenicale - Il Sole 24 Ore”.
Anche Montalcino vuole ricordare Pia Pera, rileggendo e riascoltando le sue parole nel convegno sul valore dell’orto per l’educazione alimentare nelle scuole, dell’ormai lontano 2010 (organizzato da WineNews che all’orto didattico per le scuole ha dedicato anni di studio e di pratica operativa per i giovani studenti delle scuole di Montalcino e di altri territori del vino italiano, dal Chianti Classico a Montefalco, ndr).
“Un luogo dell’anima, dove si ritrova serenità dal contatto con la terra e ci si allontana per un poco dal mondo”: allo stesso tempo magico e concreto, ecco l’orto nelle parole di Pia Pera, che ha divulgato un’idea diversa di giardino attraverso libri, articoli ed i suoi “Orti di Pace”, appunto. L’orto come scuola di vita per bambini e adulti, per imparare non solo il gusto, ma anche pazienza, parsimonia ed i tempi della natura, e per una maggiore versatilità a cambiamenti del mondo grazie al ruolo “didattico” della terra, sono alcuni dei tanti valori di quel “fazzoletto di terra” tanto importante, emersi da “Il giro dell’orto”, convegno organizzato nel 2010 a Montalcino, chiamando a raccolta alcuni tra i maggiori esperti sul tema (tra gli altri il giardiniere e paesaggista Emilio Trabella, che ha progettato i due giardini di WineNews, la Fondazione per le Qualità Italiana Symbola e Giacomo Mojoli, docente della Facoltà di Design del Politecnico di Milano, il giornalista Carlo Cambi e tanti uomini e donne di cultura ambientalista “ante litteram”). E con il contributo, appunto, di Pia Pera. Che nel volume “L’orto di un perdigiorno” affermava che quando ci sono fuori ad attenderci un orto o un giardino, non si vorrebbe far altro. È la pace. Un senso di pienezza. Quella beatitudine che fa assaporare il vento, le nuvole nel cielo azzurro, il pendio di una collina, uno scroscio di pioggia. Quasi si ha pudore di riconoscersi appagati per così poco. Più facile sfoggiare tutto quello che ci hanno condizionato a desiderare ma non è mai servito a renderci felici.
Cedendo ad un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, l’autrice si era trasferita in un podere, scoprendosi analfabeta. Nel senso: non sapeva fare assolutamente niente. Ma, invece, che scoraggiarsi, lì inizia l’avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio: alla terra. Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, imparerà a conoscere il mondo naturale, intrecciando nuove amicizie, trovando maestri che le trasmetteranno la loro esperienza. Soprattutto, scoprendo una felicità che non aveva mai assaporato e provando il desiderio di raccontarla.
Chissà se, avvertiti di questa felicità, ci accorgeremo di avere bisogno di infinitamente meno per sentirci appagati. Di essere più liberi di quanto crediamo, che invertire il senso di marcia, smettere di distruggere il nostro pianeta, sarebbe, dopo tutto, possibile. Che coltivare il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po’ meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere. Cronaca di un apprendistato orticolo, il libro si conclude con la dispensa piena, ma soprattutto con un invito alla riconciliazione con la natura.
Scrittrice e slavista, femminista e giardiniera appassionata, Pia Pera ha osservato il mondo con la stessa attenzione e cura che che riservava al suo giardino. E proprio perché per lei il giardino non era un semplice spazio estetico, ma un esercizio di pazienza e di accettazione della trasformazione come parte essenziale della vita stessa. L’Associazione weTree è stata fondata l’8 marzo 2021, da Ilaria Capua, Ilaria Borletti Buitoni e Maria Lodovica Gullino, e da allora, weTree si dedica alla messa a dimora di alberi in contesti urbani, dedicando ogni pianta ad una figura femminile che si è distinta per impegno, competenza e contributo alla comunità in ambito scientifico, culturale e civile, in Italia e nel mondo. Attiva in numerose città italiane (Milano, Torino, Bologna, Perugia, Cuneo, Saluzzo, Varese, Biella, Palermo, Pescara, Sassari), weTree contribuisce a rendere gli spazi pubblici più verdi, sani e inclusivi secondo una visione di salute circolare che mette in relazione natura, persone e comunità.

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