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Storia & Attualità
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12 Maggio 2026 Montalcino perde lo status di Comune montano
Montalcino non sarà più Comune montano. Il territorio del Brunello, infatti, rientra tra i Comuni interessati dalla riforma, raccontata qualche mese fa dalla MontalcinoNews, promossa dal Governo, attraverso la legge 131 del 2025 e un decreto attuativo che sarà pubblicato a breve, per ridefinire i criteri per l’assegnazione del titolo di di Comune montano, in modo tale da individuare i territori che hanno diritto ai contributi previsti dalla legge e quelli che, invece, non ce l’hanno. In Toscana potrebbero essere 36 i Comuni che andrebbero a perdere questo status e tra loro rientra Montalcino.
“Si tratta di una norma - spiega alla MontalcinoNews il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli - concepita prevalentemente per le zone alpine, che esclude tutti i comuni privi di tali caratteristiche. In provincia di Siena, sia Montalcino sia Montepulciano sono rimasti fuori. Mentre Montepulciano dispone di alcuni elementi su cui poter dibattere, il nostro territorio non ne ha, poiché è caratterizzato da colline dolci. Il senso della normativa si basa sulla rapidità con cui si passa da un'altimetria all'altra. In passato, solo una piccola parte della zona del Lume Spento era considerata montana, ma con i nuovi parametri stabiliti dal governo il comune di Montalcino è ufficialmente escluso. Esistono dei contributi legati ai comuni montani di cui l'amministrazione comunale non ha mai usufruito, poiché l'area idonea era molto limitata, mentre per le imprese la situazione resta da verificare. Questa norma è penalizzante per tutta la Toscana e oggi parteciperò a una manifestazione a Roma, poiché si è scelto di privilegiare alcune zone rispetto ad altre”.
La legge sta facendo molto discutere e non trova il parere favorevole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Inaccettabile - ha detto Giani - In Toscana passeremmo da 149 a 113 Comuni montani con questa legge che prevede come sostanziale, unico elemento di valutazione quello dell’altitudine; ci troveremmo un’ Italia delle Alpi di serie A, con Regioni a Statuto speciale che a questi Comuni danno già grossi contributi, e un' Italia Appenninica che diventa di serie B, con tanti Comuni, che sono lontani dalle vie di comunicazione, che sono distanti dai grandi centri. Questa penalizzazione verso più di 30 Comuni in Toscana porterebbe ad abbassare il livello di finanziamento generale annuale, da 10 milioni di euro a tre milioni”.
“Da un lato la Regione fa la legge 11 del 2025 per promuovere il sostegno e la valorizzazione di questi Comuni e dall’altro lo Stato taglia così le gambe ai Comuni montani. - ha detto sempre Giani - Ci opporremo con tutte le forze attraverso gli strumenti legali a disposizione. La mia piena solidarietà va ai Comuni che hanno preannunciato ricorsi e mobilitazioni attraverso Anci e Upi. Intanto rinnovo l’appello al Governo affinché non pubblichi questo decreto attuativo, ma riveda i criteri di attuazione della legge”.
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