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4 Giugno 2026 Marianna Neri (Casanova di Neri), dal Congresso Assoenologi: idee per i giovani ed il “ricambio generazionale” nei consumi
Anche il linguaggio di enologi, critici e comunicatori omologato su tecnicismi esasperati allontana dalla reale comprensione del vino il consumatore finale e in particolare i giovani. Per riavvicinarli non solo è necessaria una “revisione” del racconto del vino, ma anche e, prima di tutto, la comprensione del cambiamento in atto. Questo in estrema sintesi il messaggio emerso dagli interventi degli ospiti che si sono succeduti. “I giovani - ha sottolineato Paolo de Castro, presidente Nomisma, già europarlamentare e Ministro dell’Agricoltura - saranno i consumatori di domani e per poter avvicinarli e dare una connotazione incisiva alla comunicazione del consumo consapevole dobbiamo comprenderne i comportamenti e i risvolti culturali sottesi”.
“I giovani vengono spaventati da un mondo del vino che si presenta complesso - ha confermato la giovane avvocata Marianna Neri (Casanova di Neri), che conduce l’azienda di famiglia, tra i marchi più quotati del Brunello di Montalcino (con il padre Giacomo e con i fratelli) - sono sempre vissuta in questo ambito e, comprendendo questo limite, ho deciso di pormi come ambasciatrice amichevole del vino, appassionata del territorio e dei suoi vini. Una comunicazione efficace può superare le barriere e coinvolgere i giovani, incoraggiandoli ad avvicinarsi al vino e ad appassionarvisi. Auspico che altri produttori giovani adottino questa impostazione”. Nel solco della “comprensione” del rapporto tra giovani e vino anche il progetto delle Tenute del Leone Alato, holding del Gruppo Generali (600 ettari di vigneti dislocati nelle aree più vocate d’Italia, ndr) con Nomisma Wine Monitor, “Vino & Giovani, comprendere il cambiamento, rispondere alla sfida”. “È necessario andare oltre la fotografia del cambiamento per avere una bussola per navigarlo - ha spiegato Igor Boccardo, ad Tenute del Leone Alato - disporre di una lettura aggiornata, solida e approfondita sui cambiamenti dei consumatori non è più solo un’opzione per le aziende, ma costituisce una condizione necessaria per garantire continuità all’intera filiera vitivinicola italiana, dal produttore al distributore”. “Negli anni - ha illustrato Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma - man mano i consumi di vino in contrazione progressiva si sono polarizzati nelle generazioni più mature e quelli negli under 45 sono arretrati. Il risultato è che senza un ricambio generazionale i consumi sono destinati ad arretrare”.
I leader del settore vinicolo, ricercatori e giovani studenti si sono riuniti, nei giorni scorsi, a Conegliano, nella culla del Prosecco Superiore Docg, per affrontare questo problema sempre più difficile da ignorare in Italia: il consumo di vino è diminuito in tutte le generazioni e le perdite tra i consumatori più giovani non sono state compensate da chi è venuto dopo. Il confronto si è svolto nel Congresso Assoenologi n. 79, che il settore ha bisogno di un nuovo modo di parlare agli under 30 e agli under 45 se vuole mantenere il vino rilevante nella vita quotidiana. L’allarme è arrivato da Wine Monitor, l’unità di ricerca di Nomisma, che ha spiegato come le sue proiezioni indichino un calo costante dei consumi di vino man mano che le generazioni più anziane escono dal mercato e quelle più giovani non le sostituiscono allo stesso ritmo. Questa tendenza, hanno osservato i relatori, sta spingendo produttori, comunicatori e associazioni di categoria a ripensare non solo il modo in cui promuovono il vino, ma anche quello in cui lo raccontano. Il linguaggio tradizionale delle note di degustazione, dei termini tecnici e dei rituali formali può risultare distante per i consumatori più giovani, hanno detto diversi partecipanti, soprattutto in un momento in cui molti cercano esperienze più dirette e meno codificate.
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