categoria:
Cultura & Paesaggi
-
1 Giugno 2026 Tra biodiversità, ricerca scientifica e agricoltura rigenerativa: arriva Avifauna by Col d’Orcia, modello di tutela ambientale integrata
Arriva Avifauna by Col d’Orcia, modello di tutela ambientale integrata, un progetto di lungo periodo dedicato alla tutela della biodiversità, al monitoraggio scientifico dell’avifauna e allo sviluppo di pratiche di agricoltura rigenerativa nel cuore della Val d’Orcia: Col d’Orcia presenta i primi risultati del proprio programma di monitoraggio ambientale, avviato nel 2025 nella Tenuta.
Coordinato dal dottore Luca Mamprin, specializzato in biodiversità e gestione ecologica del territorio, il progetto nasce con l’obiettivo di costruire una base dati scientifica permanente capace di analizzare nel tempo l’evoluzione degli ecosistemi aziendali e orientare interventi concreti di miglioramento ambientale.
I risultati, emersi nel primo anno di studio, confermano l’elevato valore ecologico della Tenuta Col d’Orcia: sono state censite 70 specie di uccelli, di cui 67 nidificanti all’interno dell’azienda (foto di Valerio Chechi), comprese nove specie di particolare interesse conservazionistico. Un dato che testimonia la qualità ambientale del paesaggio agricolo e l’efficacia di una gestione integrata del territorio. Questa straordinaria ricchezza naturalistica trova oggi anche una nuova forma di condivisione e valorizzazione attraverso la realizzazione della prima piattaforma di birdwatching del comprensorio di Montalcino: uno spazio immerso nel paesaggio della Val d’Orcia pensato per avvicinare studiosi, appassionati e visitatori alla conoscenza dell’avifauna e degli equilibri ecologici che caratterizzano il territorio. Un luogo di osservazione e ascolto della natura, nato per rendere accessibile a tutti il patrimonio di biodiversità custodito dalla Tenuta. Ad aprire la presentazione del progetto è stato Francesco Marone Cinzano, che ha sottolineato come la tutela della biodiversità rappresenti oggi una delle sfide centrali per il futuro della viticoltura di qualità e per la conservazione del paesaggio rurale della Val d’Orcia.
Luca Mamprin ha illustrato, nell’incontro, il valore del mosaico ambientale presente nella Tenuta - composto da vigneti, boschi, oliveti, seminativi, siepi ed ecotoni - quale habitat ideale per l’avifauna e indicatore concreto dello stato di salute dell’ecosistema. “L’attività di monitoraggio ci permette di costruire nel tempo una base dati scientifica fondamentale per comprendere l’evoluzione della biodiversità e orientare interventi mirati di miglioramento ambientale”, ha spiegato Mamprin.
Il progetto si inserisce in una più ampia visione di agricoltura rigenerativa portata avanti da Col d’Orcia, orientata alla conservazione della fertilità del suolo, alla tutela degli habitat naturali e al rafforzamento delle infrastrutture ecologiche aziendali. Valerio Chechi, agronomo di Col d’Orcia e responsabile dei progetti ambientali e di sostenibilità dell’azienda, ha presentato le azioni previste per il 2026: nuovi interventi di rinaturalizzazione, la messa a dimora di specie vegetali utili alla nidificazione e il potenziamento degli elementi ecologici funzionali alla fauna selvatica.
Le nove specie di particolare interesse conservazionistico individuate nella Tenuta - presentate dagli ornitologi Filippo Bonucci e Giancarlo Battaglia - sono Allodola, Averla capirossa, Falco di palude, Passera d’Italia, Tortora selvatica, Tottavilla, Verdone, Nibbio reale e Occhione. Il monitoraggio, impostato su scala decennale, prevede campagne di rilevamento distribuite in più annualità e rappresenta uno strumento strategico per valutare l’evoluzione della biodiversità locale e misurare l’impatto delle pratiche agronomiche adottate.
Con questo programma, la Tenuta conferma il proprio impegno nella costruzione di un modello vitivinicolo capace di coniugare qualità produttiva, ricerca scientifica, sostenibilità ambientale e salvaguardia dell’ecosistema della Val d’Orcia. Una visione di lungo periodo in cui vino, territorio e biodiversità diventano parte di un unico equilibrio da custodire e tramandare.
© MontalcinoNews 2011-2026










