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Cultura & Paesaggi
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23 Luglio 2026 A Jazz & Wine in Montalcino, stasera, Stefano di Battista: “alcuni luoghi fanno da cornice, Montalcino diventa parte del concerto”
Continuano gli appuntamenti tra eccellenze vitivinicole e musicali con il Jazz & Wine in Montalcino n. 29 che stasera, per la sua quarta serata (giovedì 23 luglio), si sposta dal Castello Banfi all’interno della trecentesca Fortezza di Montalcino per l’appuntamento con Stefano Di Battista, sassofonista romano e protagonista del jazz internazionale, insieme al suo quintetto ed allo special guest Paco Sery. L’esibizione guarderà alla figura di Miles Davis, come suggerisce anche il nome del progetto: “We Love Miles”. Il festival, nato dalla collaborazione tra Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino, ospita, così, una rilettura di alcune delle più memorabili opere dell’intera carriera di Davis: un viaggio nella sua musica dagli inizi fino ad oggi. E, alla vigilia della performance, Di Battista ha parlato con il Quotidiano del Lazio in un’intervista che tocca dal territorio alla musica: “Montalcino è un borgo medievale, probabilmente uno dei più belli d’Italia - dice Di Battista - è riconosciuto in tutto il mondo come una terra di eccellenza per il Brunello, ma da ventinove anni è diventato anche una città della musica. Jazz & Wine ha costruito un’identità precisa e oggi è un appuntamento di livello internazionale” una formula longeva, che continua a funzionare “perché il luogo ha una sua forza. A Montalcino si passa una bellissima serata, si ascolta musica e si può bere un vino straordinario. Sono elementi che riescono a stare insieme in maniera naturale. Il pubblico non assiste soltanto a un concerto: entra in un’atmosfera particolare, nella storia e nella bellezza di questo borgo”. Un tema, quello dell’interazione tra il luogo, il pubblico, e la performance musicale, che per Di Battista è capace di cambiare completamente il modo in cui la musica è ascoltata, con la Fortezza di Montalcino che “ha un’anima piena di vita. La sua storia, le mura, l’atmosfera e tutto quello che il borgo rappresenta entrano nella serata. Ci sono luoghi che fanno semplicemente da cornice e altri che diventano parte del concerto. Montalcino appartiene a questa seconda categoria”.
E sul Brunello, nonostante il lungo rapporto che Di Battista ha con la Francia e con la cultura musicale d’Oltralpe, “il Brunello è un vino pazzesco. Davanti a un grande Brunello bisogna riconoscere il valore di un’eccellenza conosciuta ovunque - spiega - non me ne vogliano i francesi”. Montalcino che, per l’artista, è stata anche capace di rendere l’incontro tra vino e jazz estremamente spontaneo: “si può ascoltare un concerto, bere un ottimo vino e vivere una serata in un luogo bellissimo. Jazz & Wine ha saputo trasformare tutto questo in un appuntamento riconoscibile, capace di attirare pubblico e musicisti internazionali”. Pubblico che, al Jazz & Wine, sa già cosa troverà: “grandi musicisti, un’accoglienza speciale e uno dei territori più belli d’Italia”.
Ad accompagnare Stefano Di Battista (nato a Roma nel 1969 da una famiglia di musicisti, tra i sassofonisti italiani più apprezzati a livello internazionale, pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano e membro del sestetto di Michel Petrucciani) nel suo omaggio al grande Miles Davis, comunque, ci sarà come detto la sua “New Generation” (con Matteo Cutello alla tromba, Giovanni Cutello al sax alto, Daniele Sorrentino al basso elettrico e contrabbasso, Andrea Rea a pianoforte e tastiere, Rocco Zifarelli alla chitarra e Luigi Del Prete alla batteria) ed ovviamente lo special guest d’eccezione, Paco Sery, strepitoso batterista della Costa d’Avorio che per anni è stato a fianco di Joe Zawinul nel suo celebre Syndicate. Il viaggio nella musica dell’immenso jazzista americano ne vuole ripercorre un po’ tutta la carriera: dall’ “Ascenseur pour l’échafaud”, celebre film francese, alla collaborazione con Gil Evans, dal capolavoro “Bitches Brew” fino alle collaborazioni moderne con Marcus Miller e la sua reinterpretazione di “Human Nature” di Michael Jackson, che dimostra ancora una volta la sua capacità di reinventarsi.
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