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Cultura & Paesaggi
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10 Luglio 2026 “La Liste Hotels” 2026: Montalcino, con Castiglion del Bosco, nella classifica dei migliori alberghi di lusso del mondo
Il Rosewood Castiglion del Bosco (foto gentilmente concesse dalla struttura), a Montalcino, fondato dalla famiglia Ferragamo nella Val d’Orcia Patrimonio Unesco, è una tenuta di 900 anni e 2.000 ettari, con 42 suite, 11 ville, scuola di cucina, cantina che produce Brunello di Montalcino, l’unico golf club privato d’Italia ed il ristorante Campo del Drago, due stelle Michelin, celebra anche un bellissimo orto biologico della tenuta. La bellissima struttura si piazza tra i top 50 hotel de “La Liste Hotels” 2026, la classifica dei migliori alberghi di lusso del mondo, insieme ad altre eccellenze tricolore (dal San Pietro di Positano all’Hotel Castelfalfi a Montaione, dall’Hotel Cipriani, A Belmond Hotel a Venezia all’Hotel Il Pellicano a Porto Ercole, dal J.K. Place Capri a Capri al Santa Caterina Hotel Amalfi sulla Costiera Amalfitana).
Fondata a Parigi nel 2015, La Liste ha un metodo di valutazione basato sull’aggregazione di centinaia di fonti, tra cui guide internazionali, testate specializzate, quotidiani e recensioni dei viaggiatori. L’algoritmo prende in esame oltre 7.300 hotel distribuiti in 200 Paesi, offrendo una delle analisi più complete dedicate all’hotellerie di lusso.
L’obiettivo non è formulare un’opinione, ma misurare il consenso internazionale sugli standard di eccellenza. Sono svariati i criteri di valutazione degli hotel, dall’architettura al design degli interni, passando per la qualità del servizio offerto e il rapporto tra qualità e prezzo. Grande attenzione, naturalmente, è rivolta all’esperienza complessiva degli ospiti, l’elemento fondamentale di ogni albergo.
Focus - Castiglion del Bosco, tra il lusso dell’hotel e la natura incontaminata e bellissima della macchia mediterranea
Posizionata nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia, sito protetto dall’Unesco, tra centinaia e centinaia di ettari di bosco, come del resto dice il suo nome (unica cantina ad averlo nel suo nome a Montalcino), Castiglion del Bosco è una tenuta di più di 2.000 ettari, le cui origini risalgono ad oltre 900 anni fa; racchiude le antiche rovine del castello del 1100 d.C., una chiesa medievale di San Michele Arcangelo del XIV secolo (con affreschi del maestro di scuola senese Pietro Lorenzetti) ed il borgo (lo storico villaggio, dove ha soggiornato a lungo il poeta, attore e drammaturgo Eduardo De Filippo ed ex senatore a vita della Repubblica Italiana, che oggi costituisce il cuore pulsante del resort gestito da Rosewood) nel quale sorgono suite e ville, abbracciate dalla campagna senese.
Non tutti lo sanno, ma Castiglion del Bosco possiede uno dei più bei vigneti del mondo (in foto, La Capanna), 40 ettari a corpo unico solo Sangiovese, e, soprattutto, con una particolarità, circondati totalmente da macchia mediterranea, regno di caprioli, fagiani, cinghiali e volpi, e di una biodiversità assoluta. E, ovviamente, del Sangiovese.
La storica cantina di Castiglion del Bosco (che è uno dei 25 soci fondatori del Consorzio del Vino Brunello nel 1967) ha imboccato una strada nuova nella produzione dei suoi vini e ha raddoppiato il suo rapporto con Montalcino, “chiamando” uno degli enologi che più è legato a Montalcino da decenni: Giuseppe Gorelli, a sua volta piccolo produttore di Brunello (e che è stato, negli Anni Ottanta del Novecento, il primo dipendente del Consorzio di Montalcino, ed ha collaborato, veramente gomito a gomito, con Giulio Gambelli). Gorelli, però, non è certo solo alla guida del progetto, ma lavora in una squadra di oltre 35 persone, composta dal responsabile di cantina Adriano Benassi e dal responsabile dei vigneti Francesco Silei, coordinata da Laura Paolucci. Un passo fondamentale, quindi, nel percorso, rilanciato con forza da pochi mesi dalla tenuta (con 64 ettari di vigneto complessivi) diretta dal dg Simone Pallesi, all’insegna di una rigorosa ed importante scelta di territorio, che vede nel bosco una delle più importanti risorse di Montalcino (che copre oltre il 60% della superficie dello storico Comune).
A Castiglion del Bosco, c’è poi uno dei migliori ristoranti italiani, quel “Campo del Drago” - due stelle nella guida Michelin 2025 e votato il più bel relais del mondo nel 2022 anche da “Travel + Leisure” nella classifica “The 100 Best Hotels in the World” - dello Chef Matteo Temperini, che torna a creare e a portare a tavola la sua visione contemporanea della Toscana e la filosofia del “cerchio perfetto”. La sua cucina non è solo tecnica, ma anche un atto di responsabilità verso la terra, che si realizza attraverso il rispetto e l’integrità della materia prima, seguendo il ritmo delle stagioni, privilegiando grassi nobili, erbe selvatiche e prodotti del bosco. Gli ingredienti, rigorosamente stagionali, sono coltivati nel “super” orto della proprietà - che ha ricevuto quest’anno la certificazione biologica - e sono il centro e cuore dei menu proposti che rappresentano il territorio, la luce dorata delle colline, il ritmo lento della Val d’Orcia.
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