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Storia & Attualità
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5 Agosto 2026 Boccali, ex voto, affreschi: “tracce” di vino nell’arte di Montalcino
Il prestigio del Brunello e dei vini di Montalcino va di pari passo con l’importanza storica ed artistica della città, tra le più ricche di opere d’arte dopo Siena. Tra queste, ce ne sono alcune con preziose “tracce” di raffigurazioni di vino che testimoniano il valore della sua produzione per il territorio, già secoli prima dell’invenzione del Brunello. Come l’eccezionale collezione di 49 boccali prodotti e decorati con mostri, animali, vegetali e figure geometriche nel tipico verde rame su sfondo bianco da una raffinata fornace locale tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, tra le più imponenti restituzioni di ceramiche dell’Italia centrale, rinvenuta nel Palazzo Comunale, e dei quali Duccio di Buoninsegna raffigura un esemplare nella predella delle “Nozze di Cana” nel capolavoro della “Maestà” del Duomo di Siena (in foto, ceramiche di Montalcino, collezione privata). A custodirli, sono i Musei di Montalcino, dove è possibile ammirare anche una piccola e deliziosa curiosità: un ex voto con i bambini nella botte resuscitati da San Nicola all’osteria, con la scelta, nel Seicento-Settecento, di un miracolo in cui è presente un oggetto legato al vino. E se i trecenteschi affreschi della Cappella di Sant’Antonio Abate nella Chiesa di Sant’Agostino, raccontano la vita del Santo anche attraverso scene della vita contadina del territorio, nella campagna di Montalcino “tracce” di vino nell’arte si ritrovano anche negli affreschi dello stesso secolo con l’“Ultima cena” raffigurata da Giovanni da Asciano negli episodi della vita di San Benedetto nell’Abbazia di Sant’Antimo, o in quelli più tardi raffiguranti un elegante e raffinata bottiglia con calici serviti su un’“alzatina” nell’antico Convento dei Cappuccini.
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